Benvenuto Presidente!

TRAMA
Benvenuto presidente

In un piccolo paesino di montagna vive un uomo dal nome impegnativo: Giuseppe Garibaldi, per tutti Peppino. Ama la pesca, la compagnia degli amici, la biblioteca in cui lavora da precario. E' un ottimista anche se il figlio che lo accusa d'essere un fallito. Un giorno, a causa di un pasticcio dei politici, accade una cosa incredibile: Peppino viene eletto per errore Presidente della Repubblica Italiana. Strappato alla sua vita tranquilla, si trova a ricoprire un ruolo per il quale sa di essere evidentemente inadeguato, ma il suo buonsenso e i suoi gesti istintivi risultano incredibilmente efficaci. Certo il protocollo non è il suo forte. Janis Clementi, inflessibile quanto affascinante vice segretario generale della Presidenza della Repubblica, si affanna inutilmente nel tentativo di disciplinare le imprevedibili iniziative del Presidente...

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Benvenuto Presidente!
GENERE
NAZIONE
Italy
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
USCITA CINEMA
2013
2013
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE

Una delle immagini più interessanti di Benvenuto presidente! vede la folla sventolare il tricolore di fronte al Quirinale. Considerati i tempi che corrono si tratta chiaramente di un'immagine fantascientifica. Di certo una bella inquadratura: come se per un attimo qualcuno avesse provato a spostare più in alto il nostro senso di patriottismo, il cui denominatore non va ormai oltre al tifo per la nazionale di calcio.

E per un attimo si crede a quell'immagine. Anche per merito di Claudio Bisio, frizzante più che mai in una performance che sfodera mimica e tempi comici che strizzano l'occhio al Kevin Kline di Dave – Presidente per un giorno. Sembra, infatti, che i realizzatori abbiano ripassato a fondo la pellicola di Ivan Reitman, assicurandosi di italianizzarla al passo con i tempi. Scritto da Fabio Bonifacci, ormai sceneggiatore di punta delle commedie di successo nostrane, il film funziona sia per la verve comica al galoppo di Bisio – ormai a suo agio nel ruolo di persona ordinaria in circostanze straordinarie – che come farsa. Riccardo Milani, infatti, tiene bene a mente la situazione vacua dello Stato: le sue risate celano una critica forte, ma anche un grande amore per il Paese.

E' questo mix l'elemento più convincente del film. E il regista alza la posta in gioco provando – seppure con toni leggeri – a fare qualcosa di inedito: smette per un momento di puntare il dito contro chi riempie le sale del potere deviandolo verso chi invece sta a osservare tutto dal piccolo schermo. Dunque puntandolo sullo stesso popolo italiano. Rimangono poche forzature di commedia che colpiscono soprattutto il personaggio della simpatica Kasia Smutniak. Basta, però, la sequenza con Bisio alla guida dei bersaglieri per garantire le risate. E' successo ad esempio a Bari, dove Benvenuto presidente! ha aperto la nuova edizione del Bif&st.

Curiosa la mossa del produttore Nicola Giuliano di Indigo Film, che dopo tanti film dai toni più seri (le pellicole di Sorrentino e Il gioiellino) vira sulla commedia, di cui ci aveva già dato un assaggio con l'ottimo La kryptonite nella borsa. E' stato lui stesso a scrivere il soggetto del film, quello che in America si definisce “crowd pleaser” e cioè una pellicola per il grande pubblico che lascia gli spettatori con un sorriso in faccia una volta usciti dalla sala.

di Pierpaolo Festa

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