4 mesi, 3 settimane e 2 giorni

TRAMA
4 mois, trois semaines et deux jours - Locandina

Otilia et Gabita, due studentesse universitarie, si trovano a vivere una rischiosa circostanza. Gabita è incinta ma è decisa a non portare avanti la gravidanza nonostante interromperla sia illegale. Per aiutarla, Otilia si mette in contatto con il sig. Bebe, un uomo che può risolvere il problema.. Vincitore della Palma d'oro della 60esima edizione del Festival di Cannes.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
4 Luni, 3 Saptamini Si 2 Zile
GENERE
NAZIONE
România
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Lucky Red
DURATA
113 min.
USCITA CINEMA
24/08/2007
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2007
RECENSIONE
La storia è ambientata in Romania nel 1987, in un paese ancora sotto la dittatura “comunista” di Ceausescu. Due studentesse che condividono la stessa stanza devono organizzare l'aborto clandestino di una delle due. La vicenda è narrata attraverso gli occhi della sua compagna Otilia (Anamaria Marinca), quella che ha più spirito d'intraprendenza e sangue freddo, doti necessarie per portare a termine ciò che hanno deciso di fare. Purtroppo l'indecisione e l'insicurezza di Gabita (Laura Vasiliu) complicheranno non poco il tutto, e quando il presunto medico che le deve aiutare, Bebe (Vlad Ivanov) si rivela essere una persona sicuramente non mossa da spiriti umanitari, anche la sicurezza ostentata da Otilia inizia a vacillare…

Presentato all'ultimo festival di Cannes senza particolari aspettative da parte del pubblico e della critica internazionali, questo film rumeno ha trionfato a sorpresa, aggiudicandosi la Palma d'Oro a scapito di pellicole ed autori ben più blasonati. Il lavoro di Cristian Mungiu è indubbiamente riuscito dal punto di vista artistico, ed in più tratta un tema delicato ed importante: rispetto alle premesse dovute però a questa prestigiosa vittoria dobbiamo ammettere che ci saremmo aspettati un film di ben altro spessore, o meglio di maggiore presa sull'emotività dello spettatore.

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” basa la sua primaria capacità d'espressione sul realismo della messa in scena, che a sua volta si esplica per circa due ore adoperando come punto focale il piano-sequenza. Il primo problema della pellicola è che,a nostro avviso, un uso tropo accentuato di questo linguaggio può andare contro quel senso di verosimiglianza che invece dovrebbe contribuire a creare. In molti momenti ci si trova infatti ad essere interessati più dello stile di Mungiu e del suo lavoro sul tempo dell'inquadrature che sulla storia che è stato deciso di mettere in scena; e questo va a scapito di una vicenda che invece in altre parti è assolutamente vibrante, coinvolgente, grazie soprattutto alla partecipazione sentita della bravissima protagonista Anamaria Marinca – che vedremo alla festa di Roma anche in “Youth Without Youth” (id., 2007), il nuovo attesissimo film di Francis Ford Coppola girato anch'esso in Romania.

Toccante, doloroso, imperfetto, “4 settimane, 3 mesi, 2 giorni” è un lungometraggio efficace e fondamentalmente riuscito, ma allo stesso tempo sembra anche decisamente sopravvalutato, e riguardo questo non possiamo non tornare alla Palma d'Oro conquistata a maggio scorso. Invece di premiare oltre i suoi meriti un prodotto valevole forse più per il messaggio che per gli effettivi meriti artistici, sarebbe di sicuro stato più giusto riconoscere il fascino puramente cinematografico che autori come Wokg Kar-Wai e soprattutto i fratelli Coen avevano portato sulla Croisette rispettivamente con “My Blueberry Nights” (id., 2007) e “No Country for Old Men” (id., 2007). L'opera di Mungiu rimane comunque preziosa e commovente, e merita senz'altro una visione. Ma a costo di ripeterci vogliamo sottolinearlo ancora una volta: il grande cinema si muove su ben altri binari.