13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

TRAMA
13 Hours

Dopo l’uccisione di un ambasciatore americano durante gli attacchi terroristici all’ufficio USA di Bengasi, un gruppo di sei soldati combatte per riportare l’ordine nel caos.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Universal Pictures Italia
DURATA
144 min.
USCITA CINEMA
31/03/2016
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Già nel 2013 Michael Bay aveva deciso di prendersi una pausa dai suoi Transformers, ma anche allora lo 'stacco' aveva significato raccontare semplicemente un altro tipo di ipertrofie, seppure l'ironia di Pain & Gain resta una delle più belle sorprese offerte dal regista di Los Angeles negli ultimi anni. Cosa che non si può dire di 13 Hours, nel quale i 'muscoli' messi in mostra son quelli di sei moderni eroi statunitensi impegnati nella difesa dell'accostamento diplomatico americano di stanza a Benghazi in Libia in uno dei momenti più caldi della sua storia recente, addirittura "chiave", come ci tiene a sottolineare lo stesso film.

In tutti i modi, senza paura di ripetersi o di scadere nel retorico e didascalico. Il genere lo richiede, e giustifica, d'altronde… Sembra quasi una missione quella di Bay, una chiamata alla celebrazione a mezzo cinematografico che sicuramente troverà un proprio pubblico entro i confini patri (e tra gli specifici fan), probabilmente meglio disposti nei confronti della trasformazione del racconto della vera storia della resistenza - per altro avvenuta la notte dell'11 settembre 2012 - organizzata dai sei membri dell'Elite operativa della CIA in uno spunto da sfruttare per un film bellico di 'assedio'.

Con elementi così è impossibile non pensare di costruire un prodotto cinematografico, degno e pronto a corrispondere le aspettative suddette, al quale non sarebbe peregrino muovere critiche soprattutto sulla eccessiva lunghezza (144 minuti sono obiettivamente troppi) e sulla ricerca di una epicità a tutti i costi che non giova completamente a una supposta volontà storico-documentale. Le insistite riprese dal basso, le scene costruite intorno ad attori ben scelti (anche se forse John Krasinski, dopo l'Aloha di Crowe, farebbe bene a non vestire più divise per un po') e i loro monologhi d'addio riducono la Storia a poco più che uno sfondo inessenziale. Come anche la sua lettura unilaterale e il mantra 'No Men Left Behind' ripetuto alla nausea, in ogni declinazione, che possiamo supporre derivati direttamente del libro 13 Hours di Mitchell Zuckoff del quale questo è l'adattamento cinematografico.

Eppure ci saremmo aspettati di più dallo scenggiatore Chuck Hogan (The Strain), già autore del racconto "Prince of Thieves" da cui - altri - avevano adattato il più solido The Town. Tutto secondo copione, invece, come detto, per Michael 'Action' Bay che con buona pace di ogni equilibrio e completezza narrativa farà felici quanti accorreranno in cerca di scontri a fuoco, alleati ambigui, arti mozzati ed esplosioni a tutto schermo (e noi, che almeno abbiamo potuto godere della sorpresa del trailer del sequel segreto di Cloverfield di J.J. Abrams).