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Le amiche della sposa - La nostra recensione

Bridget Jones e Carrie Bradshaw rielaborate nel mondo comico di Judd Apatow per la pellicola rivelazione al box office americano

Le amiche della sposa

18.08.2011 - Autore: Olga Kuznetsova
Siete avvertiti: un minuto prima di entrare in sala, riconsiderate l’immagine che avete delle damigelle d’onore, quelle che provano i veli sulla testa di una bellissima futura moglie nel corso di un evento fashion come il bridal shower .
Le amiche della sposa

La commedia di Paul Feig non ha proprio niente a che vedere con gli stereotipi di Hollywood sui matrimoni: non ci sono cuoricini rosa o palloncini, né tantomeno si assiste a mielosi discorsi dei testimoni. In realtà la stessa moglie del film (l’attrice Maya Rudolph) non ha nemmeno tanto spazio nella storia. Le donne felici rimangono sfocate sullo schermo, così come gli uomini, i genitori e le classiche tradizioni matrimoniali. Perfino l’usanza americana di celebrare la festa a Las Vegas viene evitata, dal momento che le protagoniste sono fin troppo toste per la città del peccato. Queste donne sono abbastanza solitarie, alquanto infelici e, diciamolo pure, davvero reali.

Le amiche della sposa” è stato ideato secondo la formula di altre pellicole di successo del produttore Judd Apatow (ha finanziato “Strafumati” e “Superbad”), e cioè poco budget e poche star. Un mix efficace per una storia sorprendente: merito della sceneggiatura scritta dalla star del Saturday Night Live Kristen Wiig (vista al cinema in “Molto incinta” e “Notte folle a Manhattan”), che descrive eventi personali accaduti sia a lei che alle sue amiche, riservandosi anche di interpretare il ruolo principale del film. Sembra dunque che nessuno avrebbe potuto scriverlo e recitarlo meglio di questa regina della commedia e sceneggiatrice il cui successo è paragonabile a quello di Diablo Cody. Entrambe, infatti, scavano alla ricerca di una verità che non sta troppo a fondo: le donne non sono creature divine, ma comuni esseri umani che possono soffrire di mal di stomaco, pronunciare battute molto volgari e riempirsi di alcool. E nonostante tutto rimangono vere donne, con un animo puro e un cuore grande.

Le amiche della sposa

Ecco perché personaggi come Bridget Jones o Carrie Bradshaw hanno sempre riscosso un successo incondizionato; perfino all’epoca di Jane Austen, pioniera della fiction femminile, venivano descritte donne fatte di carne e sangue, con un’indole tosta, un ottimismo senza fine, tanti problemi personali e qualche scheletro nell’armadio. La Annie di Kristen Wiig è un tipetto interessante, più magra di Bridget Jones e meno sexy della protagonista di “Sex and the City”, ma come loro afflitta dagli stessi eterni problemi. Eccoci di nuovo – Età: trentacinque. Conto in banca: al verde. Stato civile: beh… avete capito. Relazioni: appena mollata dall'ultimo uomo. Professione: impiegata in una gioielleria e pronta a odiare i clienti particolarmente felici. Amiche: quelle non mancano e contribuiscono a rendere la situazione non troppo disperata, dal momento che tutte le cinque “bridesmaids” condividono gli stessi problemi. E quando l’amarezza di una viene moltiplicata per cinque, la pellicola si trasforma in un vero carnevale (naturalmente tutto al femminile) divertente e toccante allo stesso tempo.

Le amiche della sposa” è distribuito nei cinema dalla Universal Pictures

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