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Woody Allen: "La vita non ha senso, l'importante è distrarsi"

Il regista al Festival di Cannes insieme alla sua nuova musa Emma Stone che è tornato a dirigere in Irrational Man

Woody Allen, Cannes 2015, Irrational Man

Woody Allen durante il photocall del suo film Irrational Man al Festival di Cannes

15.05.2015 - Autore: Pierpaolo Festa, da Cannes
Ci sono volte in cui Woody Allen è arzillo e si lascia andare a uno dei suoi show comici, altre volte in cui è molto spento e distratto. Quando lo incontriamo in occasione della première mondiale di Irrational Man al Festival di Cannes il regista presenta entrambe le nature. Si distrae spesso davanti alle domande dei giornalisti, ma dopo un po' il suo spirito comico prende il decollo. E anche una certa onestà autoironica: "Sin dall'inizio della mia carriera ho sempre voluto fare il serio. Il mio idolo è Ingmar Bergman e avrei tanto voluto fare i film come lui. Sono diventato un comico perché nessuno mi dava i soldi per fare un film serio. Tutti volevano che fossi divertente che era una cosa che riuscivo a fare bene. Sul lavoro. Nella vita invece ero molto serio da giovane, al punto di essere noioso. Ma credetemi, se avessi potuto avrei fatto uno di mattoni drammatici dopo l'altro!".



Il suo nuovo film, presentato fuori concorso a Cannes, è una delle sue solite commedie ciniche (tra le più interessanti degli ultimi anni) interpretata da Joaquin Phoenix, Emma Stone e Parker Posey.  Sullo schermo Phoenix  interpreta un professore di filosofia depresso e aspirante suicida. Un uomo il cui dolore finisce per affascinare la studentessa Emma Stone (alla sua seconda prova consecutiva con Allen dopo Magic in the Moonlight) con cui inizierà una relazione. Ancora una volta eros e thanatos si alternano e si rispecchiano nel suo cinema e a chi gli chiede se questa vita abbia un senso, Allen risponde: "Nessun senso. La vita ha già piani per sé e ti mette sotto. Prima o poi tutti ci ritroviamo in qualche brutta situazione. Possono dirvi che vale la pena viverla, ma è una bugia. L'unica soluzione è la distrazione. Con me funziona: guardo una partita di baseball o un film con Fred Astaire e per un po' riesco a non pensare alla morte o a quando invecchierò sul serio (Allen oggi ha 79 anni). Anche fare film aiuta a distrarmi".

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Nell'era dei sequel c'è un titolo che Woody Allen rivisiterebbe? "Li rifarei tutti. Perché impari sempre qualcosa di nuovo quando giri un film. E' solo un problema di budget oggi, ma se potessi li rifarei tutti e proverei a migliorarli. Charlie Chaplin lavorava così, prendeva un film lo girava e lo rigirava, ma all'epoca tutto era più facile e meno costoso".  A quel punto è Film.it a chiedere al regista della sua futura esperienza in TV, quella miniserie commissionatagli da Amazon e annunciata per il 2016. Ma Allen, pur non sbilanciandosi, dice le cose come stanno: "Non guardo la TV e nessuna serie televisiva. Mi spiace per Amazon ma credo che rimarranno delusi perché potrei solo fare un casino cosmico. Non credo che riuscirò: fare film è già difficile, figuriamoci fare sei film da quaranta minuti l'uno!". 
In chiusura Allen rivela il segreto del suo successo, sempre lo stesso: "Ingaggiare attori di talento e stare lontani dal loro lavoro. Le persone mi dicono che sono stato bravo a dirigerli, ma io non c'èntro assolutamente nulla. Lavoro sempre con attori affermati celebrati sia prima sia dopo aver fatto i miei film. Quindi ingaggio la gente giusta ed evito di fare casino con il loro lavoro".

 Irrational Man sarà distribuito in Italia da Warner Bros. 

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