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Film

Un grandioso Michel Piccoli nell'ultimo film di Manuel De Oliveira.

"Ritorno a casa"

"Ritorno a casa"

Gilbert Valence (Michel Piccoli) è un grande attore di teatro ormai giunto alla vecchiaia; la sua carriera è stata colma di successi, ed egli è uno dei più stimati caratteristi di Parigi. Una sra, dopo uno spettacolo, il suo agente ed amico George (Antonie Chappey) gli porta la notizia della morte di sua moglie, sua figlia e suo genero, deceduti in un incidente stradale. A Gilbert non rimane che la compagnia del nipotino, a cui è molto affezionato. Trascorre il tempo, e la tragedia sembra essere stata superata. L’anziano signore continua a calcare il palcoscenico ed a riscuotere enorme successo. Quando George di partecipare ad una serie di telefilm pieni di sesso e violenza, lui ne rimane sdegnato, perché non in linea con il suo stile di vita e di lavoro. Gilbert rifiuta così un facile ruolo che avrebbe potuto dargli molta fama e denaro. Continua a trascorrere il tempo, ed il vecchio signore si lega sempre di più al piccolo nipote, con cui gioca e scherza ogni volta che gli è possibile. Una mattina poi lo chiama George, intimandogli di recarsi subito da lui. L’attore accorre, e trova nello studio del suo agente un regista americano (John Malkovich), che sta dirigendo un film basato sull’”Ulisse” di James Joyce. Visto che uno degli attori si è improvvisamente ammalato, ed è indisponibile per la parte di Buck Mulligan, il regista propone a Gilbert di sostituirlo da lì a tre giorni. L’attore, dopo un breve tentennamento, accetta, e si reca il giorno seguente alla prova-costumi, anche se con pochissimo tempo a disposizione per imparare la parte. Il pomeriggio seguente la prova si svolge senza intoppi, anche se è evidente che Gilbert non ha avuto il tempo necessario per imparare il ruolo alla perfezione; il regista propone così di riprendere il mattino seguente. Durante le prove definitive l’anziano attore sente improvvisamente tutto il peso dei propri anni e delle proprie sventure, ed abbandona il set con l’unico desiderio di tornare a casa a riposarsi. L’unico a curarsi di lui, stanco e provato, sarà il nipotino, che osserva pensieroso il nonno salire affaticato le scale che lo portano al meritato riposo.


Il giudizio
Anche se più equilibrato rispetto a molti dei suoi ultimi lavori, anche questo “Ritorno a casa” si presenta in tutto e per tutto come un film di Manuel De Oliveira: o se ne accetta la poetica visiva e stilistica, e perciò lo sia ama proprio per questo, oppure difficilmente farà breccia nel cuore degli spettatori. Chi invece riesce a commuovere senza neppure il bisogno di scene melodrammatiche è l’immenso Michel Piccoli, per cui sarebbe superfluo spendere altre parole d’elogio: bisogna soltanto accomunarsi in un muto inchino.


Il commento
Per una volta, iniziando a commentare la riuscita o meno di una pellicola, non possiamo non partire dal suo protagonista, il grande Michel Piccoli, che si dimostra ancora e sempre (se ce ne fosse stato mai il bisogno) attore di qualità sopraffina, capace di sorreggere unicamente sulle proprie spalle un film non sempre perfettamente bilanciato, e che in molte parti rischia di portare alla noia. Ma d’altronde lo sappiamo, lo stile e la poetica del maestro De Oliveira sono questi, e non avremmo osato aspettarci altro: o lo sia ama spassionatamente, oppure è difficile che una sua pellicola soddisfi fino in fondo lo spettatore medio (e forse anche quello più ricercato). Questo “Ritorno a Casa” si sembra comunque più riuscito dei suoi ultimi lavori almeno per quanto riguarda un tentativo di sviluppo narrativo lineare e coerente, con un personaggio centrale molto ben definito e ruoli secondari a fargli da spalla di volta in volta. Non possiamo perciò non tornare a lodare Piccoli e la sua straordinaria bravura nei mezzi toni, nell’emozione trattenuta ma sempre evidentemente presente, nel saper commuovere senza bisogno di scene strazianti o lacrime fittizie: è bastata una semplice battuta come “...io torno a casa...” per gelarci il sangue e capire per intero la condizione esistenziale del suo personaggio. Se non è saper recitare questo...
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