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Tomas Milian Biografia

Tomás Quintín Rodríguez, questo il vero nome di Tomas Milian, nasce il 3 marzo del 1932 a Cuba, nel piccolo villaggio di Cutono vicino all'Avana, da una famiglia della ricca borghesia cattolica. Suo padre è il generale Emiliano Rodríguez, al servizio del dittatore Gerardo Machado, sua madre è la nipote di un Cardinale dell'Avana.
A sedici anni Tomás decide di fare l'attore; termina il liceo a Cuba e subito dopo parte per Miami dove si iscrive all'Accademia Teatrale della Florida. Nel 1958 si stabilisce a New York dove frequenta l'Actor's Studio fondato da Elia Kazan e allora diretto da Lee Strasberg. Per vivere fa i mestieri più svariati: lavapiatti, benzinaio, posteggiatore%u2026 tutto in funzione del suo sogno. Nel tempo libero impara anche l'inglese e i corsi di recitazione affinano le sue doti, tanto da permettergli di essere ingaggiato a Broadway in alcune produzioni minori, lavori che fanno notare il giovane cubano ai responsabili della NBC, alla ricerca di volti nuovi per una serie televisiva intitolata "Decoy" (1957 - 58) diretta da Michael Gordon, che è il suo trampolino di lancio.
Tomás alla fine degli anni Cinquanta viene notato dal regista francese Jean Cocteau che decide di farlo esordire al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Si può dire che da quel giorno la vita di Tomás si lega a doppio filo all'Italia, infatti, è proprio nella nostra terra che il giovane attore cubano coglie l'opportunità di lavorare per registi come Michelangelo Antonioni e Bernardo Bertolucci. Tomás si trasferisce nel nostro paese (acquisirà la cittadinanza italiana nel 1969) e prende parte all'edizione 1959 del Festival di Spoleto con la pantomima "Le poète et la Muse di Jean Cocteau", per la regia di Franco Zeffirelli.
Tomás torna a Spoleto anche negli anni successivi, dapprima nel 1960, come interprete di" Maidens and mistress at home at the zoo", un atto unico di M. Roberts, poi nel 1962, in "Arrivo a Roma" di H. Chadwick (pseudonimo di G. C. Menotti), un altro atto unico. La sua attività sulle scene conosce un ulteriore episodio nel 1965 quando interpreta, con la regia di R. Jacobbi, Evaristo di F. Molè. Tomás è però destinato ad affermarsi come interprete cinematografico, recitando durante quarant'anni di attività in oltre un centinaio di titoli, per lo più realizzati in Italia. Nel cinema prende subito il nome d'arte di Tomas Milian.
Esordisce con "La notte brava" (1959) di Mauro Bolognini, affermandosi presto come uno degli interpreti più dotati della sua generazione. Ne "I delfini", realizzato da Maselli l'anno successivo, Milian impersona con efficacia il cinico Alberto De Matteis, destinato al matrimonio con la fidanzata Fedora (Claudia Cardinale). Milian torna a essere diretto da Bolognini che gli affida il ruolo di Edoardo, il cugino del protagonista (interpretato da Marcello Mastroianni) ne "Il bell'Antonio" (1960). Con intelligenza Milian si allontana dal ruolo del giovane e ricco borghese che rischiava di divenire per lui un cliché, fornendo altre dimostrazioni del suo talento e della capacità di adattarsi con duttilità a parti diverse. Infatti, l'anno dopo lo troviamo ne "L'imprevisto" di Alberto Lattuada, e "Giorno per giorno disperatamente" di Alfredo Giannetti, in cui tratteggia con bravura la figura di uno schizofrenico. In quel periodo Milian è chiamato da alcuni dei più interessanti registi che apprezzano il suo talento. La sua filmografia si arricchisce di titoli quali "La banda Casaroli" di Florestano Vancini, "Il lavoro", episodio viscontiano del film collettivo Boccaccio '70. Qui Milian dà vita all'arido e meschino conte Ottavio, marito infedele della bellissima Pupe (Romy Schneider). La collaborazione con Francesco Maselli si ripropone con "Gli indifferenti" (1964) nel ruolo del velleitario Michele, interpretazione che gli vale il premio "Cinema e Narrativa" ad Agrigento.

FILMOGRAFIA

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GLI ARTICOLI

COMMENTI:
  • claudio tozzi
    venerdì 9 dicembre 2011
    ore 15:00
    bella risposta grandissimo tomas grande bombolo miti che non dovrebbero mai morire senza dimenticare il doppiatore amendola senza di lui credo non sarebbe stata la stessa storia cmq grandisssssssssssssssssssssssssssimi claudio roma
  • silvia
    domenica 30 ottobre 2011
    ore 0:00
    Bellissima lettera Omar, io e mio marito condividiamo in pieno.
  • omar
    lunedì 25 luglio 2011
    ore 10:01
    Lettera aperta ill.mo Tomas milian;icona del cinema puro italiano,mi chiamo omar ho 34 anni appena compiuti,abito in un paesino nell'entroterra di sicilia,non ho mai smesso di guardare i tuoi film,che con nostalgia rivedo ora sui canali digitali e molto piu'spesso odierni dvd,forse non leggerai mai la mia lettera,ma una cosa e' certa,hai reso felici tante persone che assieme a bombolo hai contribuito a ridare lustro ad un cinema che attualmente in grave crisi di icone pubbliche e di gravi ripercussioni economiche vive,i talenti non mancano,ma son piccole stelle dinanzi a te,tu brilli di luce propria e brillerai per sempre.grazie..con affetto omar sicilia

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