The Tourist - la recensione del film
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The Tourist - la recensione del film
Quando un film nasce sbagliato, è quasi sempre impossibile riuscire a sistemarne in corsa le coordinate. Qualche volta si riesce a dargli una logica estetica ed un senso compiuto, ma raramente si riesce a fare più di questo. Nel caso di “The Tourist” non riesce neppure tale minimo comune denominatore.
Ogni componente del film sembra accatastata una sopra l’altra ma assolutamente non amalgamata. Prima di tutto i due divi protagonisti, Johnny Depp e Angelina Jolie, che tranne in pochissimi momenti dimostrano di non sviluppare la necessaria chimica per rendere sul grande schermo. Ma se l’attore alla fine si dimostra meno peggiore di quanto avevamo onestamente temuto, a rimanere del tutto inchiodata e monocorde nei suoi vestiti tutti infiocchettati è la Jolie, che nell’ultima sequenza espone una mise che la fa sembrare una caricatura involontaria della Sophia Loren dei bei tempi.
Altro fattore mancante di “The Tourist” è la sceneggiatura – firmata oltre che dal regista da due premi oscar come Julian Fellowes e Christopher McQuarrie - orchestrata per essere un thriller elegante e non necessariamente condita né con dialoghi sofisticati né con situazioni in cui la tensione realmente si sprigiona. Allo stesso modo la regia di Florian Henckel von Donnersmarck si limita ad essere piatta senza proporre assolutamente nulla di visivamente originale. Ambientato quasi interamente a Venezia, il film la ripropone in maniera fastidiosamente leccata, senza che il montaggio o altri elementi intervengano a rendere il tutto interessante. E perfino le musiche del grande James Netwon Howard risultano pesanti e totalmente invasive mentre provano a risuonare falsamente classicheggianti.
Tentativo disastroso di rifare un film old style, alla maniera di un grande autore come Alfred Hitchcock, “The Tourist” si rivela un prodotto decisamente inerme, confezionato senza la minima lucidità: non basta inserire star hollywoodiane di prima grandezza, un regista dal gusto europeo – che però visto lo stile e la stilizzazione de “Le vite degli altri” probabilmente non c’entrava nulla – ed un’ambientazione fascinosa per realizzare un film decente.
Un’ultima annotazione: dopo “Mangia prega ama”, “The Tourist” è il secondo film consecutivo ambientato in Italia che sfrutta in maniera esplicita e ridondante i più usati luoghi comuni sugli italiani, i loro usi e costumi. Che ormai ad Hollywood sia più conveniente vederci in questo modo così becero e parodistico? Oppure siamo veramente diventati così?
di Adriano Ercolani
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