The Informant! - la recensione del film
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The Informant! - la recensione del film
Steven Soderbergh è un cineasta ambizioso, uno di quelli che fa di tutto per poter realizzare qualsiasi progetto abbia in mente. Seppure sia sempre riconoscibile il suo stile, la sua filmografia si potrebbe definire incoerente, costellata tanto di alti che di bassi. E così il cineasta americano, per realizzare pellicole d'autore (che significa bassi incassi), ha bisogno ogni tanto di dedicarsi anche a roba più mainstream, adatta al grande pubblico. "Full frontal", "Bubble", "The good german" e il doppio film su Che Guevara , probabilmente non sarebbero stati prodotti se Soderbergh non avesse acquisito il credito commerciale raggiunto con "Out of sight" e i tre Ocean's.
Di questi due filoni, "The informant" appartiene al secondo gruppo. E' già, solo per questo, un film minore? No. Non c'è nulla di male nel realizzare pellicole per il pubblico, anzi forse è proprio quando prende le cose alla leggera che Soderbergh è una garanzia di cinema gradevole, ma stavolta la ciambella non è uscita con il buco. Purtroppo.
Storia vera: nei primi anni '90 un importante manager di una grande multinazionale decide di denunciare all'FBI i propri datori di lavoro. La sua società ha messo su un cartello dei prezzi assieme a che dovrebbero essere concorrenti e che invece sono diventati quindi dei veri e propri partner. Lui non riesce più a resistere all'illegalità e per questo comincia a parlare. Le conseguenze della sua collaborazione con le forze dell'ordine saranno però più che imprevedibili. Il protagonista della vicenda è infatti tanto un eroe, quanto un uomo malato di egocentrismo. Dire bugie, nascondere informazioni e contraddirsi, è la sua specialità. E così quella che poteva essere una straordinaria operazione di polizia comincia a zoppicare fino a ritorcerglisi contro.
Prima premessa: non siamo dalle parti di "Insider", nonostante il thrilling insito nella trama, l'approccio è quello della commedia. Seconda premessa: non sempre le storie che sembrano divertenti, sono poi divertenti. Probabilmente nessuno lo ha detto a Soderbergh quando ha deciso di portare questa storia sul grande schermo. Non si ride, al massimo si sorride ogni tanto, assistendo all'intera vicenda. L'uso dell'ironica voce fuori campo, l'utilizzo della musica come accompagnamento dissacratorio, lo svuotamento continuo di qualsiasi tipo di suspense non bastano a dare ritmo ad un canovaccio fermo e inconcludente. Non c'è introspezione nel personaggio, né dramma né comico coinvolgimento nei suoi vari deliri. Quello del protagonista bugiardo, o sospetto tale, comincia ad essere un espediente piuttosto ricorrente negli ultimi anni di Hollywood.
Anche "Confessioni di una mente pericolosa" e "L'inventore di favole" erano basati su storie vere.
"The informant" dei tre è il più debole. E questo è tutto dire. Spiace giusto per il bravo e autoironico (come sempre) Matt Damon che per l'occasione è sensibilmente ingrassato. Purtroppo non basta.
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The Informant - Trailer Italiano
Trailer The Informant

