The Help - la recensione del film
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The Help - la recensione del film
Sappiamo perfettamente che aprire una recensione con una lista di nomi può risultare di difficile lettura se non addirittura noioso. Però stavolta faremo un’eccezione, perché il cast tutto al femminile di “The Help” merita di essere citato, in doveroso ordine alfabetico: Jessica Chastain, Viola Davis, Aunjanue Ellis, Bryce Dallas Howard, Allison Janney, Anna O’Reilly, Sissy Spacek, Olivia Spencer, Mary Steenburgen, Emma Stone, Cicely Tyson.
Se possibile segnatevi questi nomi, perché il prossimo 25 febbraio - data d’uscita del film in Italia - è probabile che vogliate ricordarli tutti. A loro intanto va il nostro sentito applauso: questo gruppo di attrici ha messo insieme una delle più grandi interpretazioni collettive della storia del cinema americano contemporaneo, paragonabile a quella all-star di “America oggi” di Robert Altman, lungometraggio vecchio di ormai quasi vent’anni. Non c’è una singola scena di “The Help” che non sia da loro recitata in maniera sopraffina, sia nei duetti che in momenti collettivi. Tratta dal romanzo della scrittrice Kathryn Stockett, la sceneggiatura scritta dallo stesso regista Tate Taylor racconta della presa di coscienza della giovane giornalista Eugenia “Skeeter” Phelan, che attraverso un libro anonimo raccoglie le testimonianze di decine di cameriere di colore discriminate in uno stato del Sud dei primi anni ’60. A parte qualche piccola ovvietà e alcune leggere sbavature retoriche, lo script è assolutamente equilibrato nel regalare momenti di commedia di costume con altri ovviamente più consoni alla forza del tema trattato: soprattutto Viola Davis e Olivia Spencer fanno da perfetto contraltare nel rappresentare il lato drammatico e quello più leggero della vicenda narrata.
Scrittura calibrata, dialoghi pieni di sostanza, battute che ogni attore vorrebbe recitare: “The Help” è impostato anche a livello di messa in scena come un film volutamente fluido, oseremmo dire “classico”. La regia di Taylor non sottolinea minimamente gli eventi, la lascia che siano portati al pubblico dalla forza dei personaggi e dalle clamorose interpretazioni del cast. In almeno cinque scene la forza del messaggio e l’emozione che provoca riescono a indignare, commuovere, sorridere o addirittura ridere a crepapelle. Il potere di questo tipo di cinema è quello di non raccontare magari qualcosa di nuovo, ma di saperlo fare con una tale precisione e ricchezza di contenuti da sorprendere ogni volta. “The Help” è un film magnificamente riuscito perché torna a mostrare un momento buio della storia e della società americane non troppo lontano e lo fa con pienezza, passione, lucidità narrativa.
Ma non possiamo non chiudere l’articolo senza tornare a omaggiare un gruppo di interpreti favolose, ognuna perfetta nel suo ruolo: se alle prossime nomination agli Oscar non ci saranno i nomi di almeno tre o quattro attrici di “The Help” si potrà legittimamente gridare allo scandalo. Una su tutte? Difficilissimo da dire. Il nostro cuore però batte sempre un minimo più forte per un’attrice di classe cristallina e di eleganza assoluta come Allison Janney.
di Adriano Ercolani
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