the walking dead,rick grimes,andrew lincoln courtesy of AMC
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La prima stagione di “The Walking Dead” chiude con ascolti record. L’apocalisse è ufficialmente un fenomeno di massa. (Attenzione: l’articolo contiene spoiler)

To be continued

La prima stagione di “The Walking Dead” chiude con ascolti record. L’apocalisse è ufficialmente un fenomeno di massa. (Attenzione: l’articolo contiene spoiler)

Sei milioni di spettatori su una tv via cavo fanno di “The Walking Dead” lo show per adulti più visto di sempre. Amore che uccide, perché purtroppo i dati si riferiscono all’ultima puntata trasmessa in America domenica sera e, in Italia, lunedì. E’ quindi già finito il breve ma intensissimo corso della prima stagione e adesso occorrerà rimettersi in paziente attesa.

A pensarci bene è incredibile come con solo sei episodi a disposizione, lo show abbia ottenuto di schiavizzarci a vita, eppure la qualità della serie e della season finale ci obbligano moralmente fin da ora alla visione del prossimo capitolo.

E a questo punto diventa difficile muoversi nello spazio senza scivolare in qualche scomodo spoiler, perciò che spoiler sia! Scene imperdibili: almeno due. La prima è il flashback che ci spiega che Shane aveva davvero creduto che Rick fosse morto, una soffiata che getta una luce diversa sugli episodi precedenti. La seconda: un’E-S-P-L-O-S-I-O-N-E. Ecco fatto, l’ho detto. E se non ci siete rimasti secchi vorrete sapere che Robert Kirkman, papà della story in versione graphic novel e adesso produttore esecutivo dello show, ha dichiarato sghignazzando: “Ogni volta che si ha l’occasione di chiudere la stagione di uno show televisivo con una gigantesca esplosione, io dico di mettercela tutta”.

Al di là dell’amato odiato effetto cliffangher, croce e delizia della serialità, colpisce che proprio in questo picco iper-drammatico lo show si sia sganciato dal fumetto per rivelare la vera natura dell’epidemia zombie. Uno strato di tragedia e tensione ulteriore che Frank Darabont ha proposto di inserire con la benedizione di Kirkman. Proprio l’ambiguità infatti era uno dei tratti distintivi della versione su carta che sui fattori scatenanti dell’apocalisse osservava un silenzio ostinato. L’affrancarsi della sceneggiatura rientra però in un progetto preciso dello stesso autore che punta a minare le certezze del lettore perché, diventando spettatore, possa ancora sorprendersi.

Nessuno è al sicuro insomma e l’onda di primitiva violenza è destinata ad investire tutti. Ma questo va detto a bassa voce, con l’effetto di un sibilo sinistro (chi era davanti alla tv sa di che parliamo).

Il consiglio per chi ancora non ha visto la serie è di recuperarla. Chi invece è già stato contagiato si può mettere comodo perché la AMC ha annunciato che tornerà a sfruttare l’effetto halloween per il lancio del secondo capitolo… ma, se può essere di consolazione, tutti promettono che sarà addirittura migliore del primo.

To be continued…
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