Scrubs in gergo tecnico significa sfregarsi le mani, come fanno i medici prima di entrare in sala operatoria e come fanno i produttori della scatenata e impertinente farsa sui medical giunta ormai alla sua sesta stagione.
Nel segno di una tradizione inaugurata da “M.A.S.H.” e sulla falsa riga di “E.R.”, questa esilarante serie tv prospera nel punto in cui la tragedia della morte e la commedia della vita si scontrano con esiti incontrollabili. L’Ospedale Sacro Cuore di Los Angeles è il teatro in cui va in scena una parodia iperbolica dell’esistenza.
I personaggi pericolosamente inclini a gaffe e privi di quei freni inibitori che in maniera ipocrita regolano i rapporti interpersonali creano un clima surreale e caotico che manda gambe all’aria ogni criterio narrativo classico sostituendolo con quel grottesco sottotesto di frasi che a tutti piacerebbe poter dire ma che nessuno ha mai davvero osato pronunciare.
La voce che ci guida tra le corsie dello sgangherato ospedale è sempre quella di J.D. (Zach Braff) di cui lo spettatore conosce anche i pensieri più intimi e ridicoli. Dalle sue fantasie prendono forma le scene più assurde e spassose dello spettacolo. E’ praticamente la versione maschile di Ally Mc Beal con il camice. Ai disastrosi scivoloni che si susseguono nell’arco della puntata lui pone rimedio con una riflessione conclusiva che raccoglie e assembla la filosofia positiva che lo anima. L’equipe di medici che lavora al suo fianco è composta da personaggi con difetti evidenti. Questa polarizzazione dei ruoli ha risultati inevitabilmente bizzarri spesso riconducibili al genere demenziale.
Il sadico Dr. Kelso (Ken Jenkins) direttore dell’ospedale, è un micragnoso calcolatore che si diverte a giocare tiri mancini agli specializzandi; la dottoressa Elliot Reid (Sarah Chalke) è brusca, incontenibile e scatena nei colleghi il desiderio di strangolarla; Carla (Judy Reyes) è una sexy bomba latina che, orgogliosa delle sue origini portoricane, fiuta ovunque discriminazione ma quasi sempre a sproposito; Turk (Donald Faison) soffre di un’esasperante desiderio di competizione e così via. Le scintille provocate dall’incontro di questi caratteri così diversi si traduce in un allegro divertissement che in fondo coglie gli aspetti paradossali ma veri della vita per cui ogni giorno i protagonisti lavorano sodo.
Ciò che stupisce di questa serie è che l’energia dissacrante che la caratterizza non abbia diluito la propria carica e che, a distanza di anni, l’originalità di questo prodotto si mantenga intatta.
Tra le sorprese che gli autori riservano quest’anno ai propri adepti segnaliamo un episodio completamente cantato e una singolare “contraffazione” del Dr. House.
La sesta stagione di Scrubs, medici ai primi ferri andrà in onda dal 4 ottobre ogni giovedì alle 21.00 con due episodi su MTV.


Ken Jenkins
Zach Braff


lunedì 5 novembre 2007
ore 12:05