A ciascun membro della Dollhouse viene infatti cancellata ogni traccia di personalità, ogni caratteristica
peculiare e ogni durevole collegamento con il mondo. Essere nessuno per poter essere chiunque è la regola. Manichini programmabili a piacimento, capaci di adattarsi alle diverse mansioni da svolgere: da feroci criminali programmati per uccidere a ingenui oggetti del desiderio di qualcuno. Ogni “vita” dura però
il tempo della missione, alla fine della quale non rimane alcuna traccia nella mente degli Attivi. Essi si trovano dunque in uno stato infantile, senza ricordi di alcun tipo, e vivono in un futuristico laboratorio/dormitorio di
nome Dollhouse (casa delle bambole), proprietà della Rossum Corporation e situato nei sobborghi di Los Angeles. I nomi delle Dolls corrispondono ad una lettera dell'alfabeto fonetico NATO (E-Echo, S-Sierra..).
Il semplice e ormai collaudato sistema della programmazione-azione-formattazione viene però messo in pericolo dalla stessa Echo, che comincia a ricordare frammenti di missioni, identità…e ad indagare su chi sia veramente, prendendo coscienza del suo stato di Attiva.
Echo è però costretta ad indagare su se stessa al riparo dalla curiosità investigativa dell’agente dell’FBI Paul
Ballard (Tahmoh Penikett, Battlestar Galactica) già pericolosamente molto vicino a scoprire Dollhouse.
La serie è stata creata da Joss Whedon, l’autore di “Buffy l’ammazzavampiri” e riprende l’idea centrale
dell’annullamento di identità vista in “Men In Black”; per quanto riguarda le ambientazioni e l’alto livello di spionaggio in alcune missioni ricorda vagamente i più celebri “Alias” e “Nikita”.
“Dollhouse” debutta in prima visione assoluta il 3 settembre 2009, ogni giovedì alle ore 21:00, su Fox (canale 110 di Sky).


Eliza Dushku

