Se si domanda agli addetti ai lavori di evidenziare un attore di talento, difficilmente verrà fuori il nome di Nicolas Cage. La critica infatti non ha mai amato del tutto il nipote di Francis Ford Coppola, forse per il fatto che dopo anni di gavetta il vero successo l'ha ottenuto con pellicole d'azione, blockbuster che nella maggior parte dei casi si sono rivelati perfetti veicoli commerciali ma opere di modestissimi contenuti: il film della "svolta" è stato senza dubbio "The Rock" (id., 1996) di Michael Bay, seguito l'anno successivo dal testosteronico "Con Air" (id., 1997) di Simon West.
Eppure, se si scorge la filmografia di Cage, vi compaiono sparsi negli anni una serie di veri e propri cult, che testimoniano, se non la bravura incontestabile dell'attore, almeno la sua originalità ed una certa intelligenza nello scegliersi ruoli di qualità, da alternare alle mega-produzioni hollywoodiane. Il fatto che abbia lavorato con cineasti del calibro di Martin Scorsese, Alan Parker, David Lynch, Brian De Palma, Ridley Scott, John Woo ed i fratelli Coen, testimonia a nostro avviso una carisma attoriale ed una presenza scenica che ne garantiscono comunque interpretazioni di livello.Dovendo scegliere un ruolo per cui lo abbiamo amato, non abbiamo dubbi nel segnalare il doloroso e schizzoide paramedico Frank Pierce in "Al di la della vita" (Bringing Out the Dead, 1999), capolavoro di Scorsese che il pubblico e la critica hanno ingiustamente sottovalutato. Ma come dimenticare anche l'alcolizzato Ben Sanderson di "Via da Las Vegas" (Leaving Las Vegas, 1995) di Mike Figgis, interpretazione che gli è valsa l'Oscar e lo ha rilanciato dopo qualche anno di appannamento.
Anche nel versante della commedia Nicolas ha interpretato almeno tre grandi pellicole: la prima è "Arizona Junior" (Raising Arizona, 1987), scatenata e surreale pochade che la lanciato i Coen all'attenzione internazionale. Immediatamente successiva è una delle commedie romantiche più belle degli anni '80, quello "Stregata dalla luna" (Moonstruck, 1987) che si aggiudicò ben tre Academy Awards, due dei quali alle sue partner Cher ed Olimpia Dukakis. La terza commedia è firmata Spike Jonze, per il quale Cage ha interpretato addirittura il genio di Charlie Kaufman, sceneggiatore ed ideatore de "Il Ladro di orchidee" (Adaptation, 2002), con cui ha ottenuto la seconda nomination della sua carriera.
Anche all’interno di produzioni destinate a conquistare il botteghino sia americano che internazionale, Nicolas Cage può vantare almeno un capolavoro, un lungometraggio che ha rivoluzionato il modo di intendere il cinema d’azione ad Hollywood: di tratta di “Face/Off” (id., 1997), interpretato insieme al gemello/nemesi John Travolta.
Attore sicuramente istintivo, che fa dell’istrionismo la sua carta vincente – chi si ricorda ad esempio il Sailor con la giacca di pitone di “Cuore selvaggio” (Wild at Heart, 1990) di Lynch? -, Nicolas Cage merita comunque il plauso forse non tanto per le sue multiformi doti interpretative quanto per essersi ritagliato una carriera fatta di grandi film, a cui ha comunque regalato notevoli interpretazioni.



Nicolas Cage