Il lavoro di Nick Naylor (Aaron Eckhart) non è certo il più stimato nell’odierna società americana: è infatti un lobbista che lavora ber la Big Tabacco, una delle maggiori multinazionali che producono sigarette. Il compito specifico di Nick è più precisamente quello di front-man, e cioè colui che si fa portavoce della compagnia contro politici, giornalisti e chiunque altro si scagli contro l’uso di tabacco negli Stati Uniti.
Nick è anche un padre di famiglia, che non vede quasi mai suo figlio Joey (Cameron Bright) e vorrebbe passare più tempo con lui: inizia così a portarsi dietro il bambino in alcuni impegni di lavoro, tentando di insegnargli quanto più possibile la bellezza ed i valori di ciò che fa.
Nick è anche un uomo, e quando l’avvenente giornalista Heather Holloway (Katie Holmes) oltre che intervistarlo tenta anche di sedurlo, egli ha tutto il diritto di capitolare…
Nick è anche un amico affettuoso: ogni settimana trova sempre il tempo di cenare con Polly, lobbista delle multinazionali che vendono alcool, e Jack (David Koechner), convinto mente d’armi.
Cosa può succedere ad un uomo di successo come Nick Naylor?
E’ proprio il caso di dire: buon sangue non mente! Come gli esordi del geniale Ivan Reitman possedevano quella goliardica vena di comicità nonsense – parliamo soprattutto di “Stripes – Un plotone di svitati” (Stripes, 1981) e ovviamente di “Ghostbusters” (id., 1984), così suo figlio Jason con quest’esordio dimostra di possedere uno spirito comico sulfureo e per nulla conciliatorio.
Tratto dal libro di Christopher Buckley, “Thank You For Smoking” si presenta come un piccolo gioiello di scrittura cinematografica, perfetto nel saper dosare i ritmi della commedia ed allo stesso tempo sferzante e sulfureo come nella migliore tradizione del genere. Leggero, brioso, cattivissimo, Aaron Eckhart ci regala una delle migliori interpretazioni della sua carriera, conferendo a Nick Naylor una baldanza ed uno sfacciato carisma degni del mitico Clark Gable.
A fargli da spalla un cast eccezionale, con in testa la sempre più affascinante e convincente Maria Bello, che seppur in una porticina da il meglio delle proprie capacità attoriali. Se proprio vogliamo trovare un difetto nel film, dobbiamo sottolineare una certa disparità di efficacia tra una prima parte spassosa ed una seconda appena più trattenuta.
Tipico prodotto di un cinema americano indipendente dal basso costo, ma pieno di idee, di fantasia e di sana voglia di sbeffeggiare le ambiguità della società contemporanea, “Thank You For Smoking” è una preziosa perla di cinema, che speriamo lanci l’esordiente Jason Reitman come un nuovo, lucido e tagliente talento comico. Da vedere, per ridere di gusto con una vena di sincera e salutare acidità




mercoledì 30 agosto 2006
ore 10:13
mercoledì 30 agosto 2006
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