Film, documentari, nuove iniziative e tanto altro...
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Film, documentari, nuove iniziative e tanto altro...
Le novita' del Torino Film Festival
Film, documentari, nuove iniziative e tanto altro...
Quella che si celebra tra il 17 e il 25 novembre è quindi la festa di un cinema che smette l’abito scuro e accantona fasti cerimoniali, ma che soprattutto riesce a dar voce ad autori giovanissimi di ogni parte del mondo, spesso alla loro opera prima, come conferma la scelta dei dieci film del Concorso Lungometraggi. L’attenzione prestata agli esordienti si rinnova poi nella nutrita sezione del Concorso Cortometraggi, con dodici opere selezionate tra le oltre seicento arrivate da tutto il mondo, in un formato che è spesso banco di prova per ogni giovane autore che muova i primi passi nel cinema, ma a volte anche frutto della scelta di un respiro breve da parte di autori già affermati.
Anche un genere poco frequentato come il documentario trova giustizia a Torino, dove circa settanta film italiani sono stati selezionati all’interno del concorso DOC 2000 e della sezione Sopralluoghi Italiani, in cui è possibile veder convivere giovani sconosciuti e autori del calibro di Martone, Ciprì e Maresco, Carlo Mazzacurati, e soprattutto vedere affrontare temi che spaziano dall’attualità sociale più drammatica al mondo dell’hard-core, raccontato da Maria Martinelli nel reportage che inaugura i Sopralluoghi, "Gladiatori".
In quanto a inaugurazioni poi, attesissima la versione integrale e restaurata de "L’Esorcista", di William Friedkin, al quale è toccata l’apertura dell’intero festival, oltre naturalmente a quella della sua sezione, Americana, che non a caso quest’anno si arricchisce di un sottotitolo preso in prestito da South Park, “bigger, longer & uncut”. Parallelo scorre un programma speciale dedicato al cinema indipendente giapponese, Nipponica, realizzato da Nicola Rondolino con la consulenza di Enrico Grezzi e volto anch’esso ad esplorare per lo più opere prime; né è trascurato il cinema europeo, di cui offre un’esaustiva panoramica la rassegna Orizzonte Europa.
Per ogni film di un giovane esordiente il Torino Film Festival non manca di ricordare il grande cinema del passato, recuperando la memoria di autori a tutto tondo, troppo presto caduti nel dimenticatoio, come Budd Boetticher (di cui sono presentati i western degli anni cinquanta con Randolph Scott) o l’italiano Sandro Franchina, regista fra l’altro di "Morire gratis", film chiave della contestazione fine anni sessanta.
L’omaggio più corposo riguarda un maestro indiscusso, doverosamente incensato dalla critica di tutto il mondo: esordiente nientemeno che ai tempi del muto (è l’unico al mondo oggi a poterlo affermare), l’ultranovantenne Manoel De Oliveira rimane un lavoratore infaticabile, capace ancora di sfornare un paio di film l’anno e di dare fondo ad un’energia creatrice che non sembra avere sosta. Cosa c’entra un novantenne a Cinema Giovani? Come speriamo di poter confermare fra una cinquantina di edizioni del festival, la giovinezza è una categoria dello spirito.
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