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Robert Forster è uno degli attori più ricercati nella Hollywood indipendente.
Intervista a Robert Forster
Robert Forster è uno degli attori più ricercati nella Hollywood indipendente.
È una persona simpatica e garbata che trova subito le parole per farmi sentire a mio agio.
"Mia madre era originaria di Amalfi, anche lei parlava inglese con con l'accento italiano - esordisce e sorride con gli occhi - forse per questo motivo i miei idoli sono da sempre Sofia, Marcello e Giancarlo Giannini. Anzi, direi addirittura che il film Swept Away (Travolti da un insolito destino…) è quello che più mi ha fatto riflettere sui rapporti tra un uomo e una donna.
Ama parlare di cinema sin da quando era piccolo, quando invece di fare i compiti o giocare a basket passava le giornate davanti al grande schermo e sua madre col suo inglese un po' italiano gli diceva che da grande si sarebbe ridotto a fare la maschera che accompagna gli spettatori al loro posto con la pila.
Invece ho fatto l'attore per 35 anni, e a volte sono stato molto più povero di una maschera, ma non ho mai cessato di amare il cinema nè mi sono mai arreso".
Parliamo dei suoi successi. La sua apparizione in Mulholland Drive dura meno di due minuti ma è significativa: c'è un qualche motivo speciale per cui Lynch ha scelto proprio lei?
"Forse la parte di investigatore che nel 1998 l'ha portata alla nomination per gli Oscar le è rimasta appiccicata addosso…. Forse la sua presenza serve a suggerire l'idea di un film noir classico prima che lo spettatore venga irretito in un labirinto di interpretazioni psicanalitiche…
Questo non lo so. Lynch mi aveva chiesto di lavorare con lui a Twin Peacks. Era il 1990, erano tempi difficili per me, quell'anno avevo già firmato alcuni contratti per alcuni film di serie B e con molto dispiacere avevo dovuto rifiutare e ricordo ancora che David mi disse "non importa Bob, troveremo sicuramente altre occasioni per lavorare assieme". È stato molto generoso da parte sua ricordarsi di quella promessa."
E come investigatore mi dica: lei è una figura immaginaria all'interno del film? Ed è vero o immaginario l'incidente su cui indaga?
"Io mi sono fatto questa idea: il film parla di una ragazza che arriva ad Hollywood con la testa piena di sogni e che poi si trova a fare la cameriera ed a scontrarsi con le realtà del mondo del cinema, che è magico ma anche spietato. Quello che noi vediamo è tutto quello che passa nella testa di questa giovane donna nel momento in cui si suicida: l'esperienza di Hollywood, quello che è stato, quello che poteva essere. In questo senso si puo' dire che tutto è immaginazione, ma anche che tutto è vero o comunque possibile".
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