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Film

Tratto da un magnifico graphic novel di Alan Moore, in collaborazione con Kevi O'Neill, la sceneggiatura del film ha "tradito" la suadente e preziosa letterarietà del fumetto, per trasformare l'operazione cinematografica in un prodotto commerciale.

La leggenda degli uomini straordinari

Tratto da un magnifico graphic novel di Alan Moore, in collaborazione con Kevi O'Neill, la sceneggiatura del film ha decisamente "tradito" la suadente e preziosa letterarietà del fumetto, per trasformare l'operazione cinematografica in un prodotto puramente commerciale.

The league of extraordinary gentlemen, Usa, 2003.
Di Stephen Norrington; con Sean Connery, Shane West, Peta Wilson, Stuart Townsend, Jason Flemyng, Richard Roxburgh, David Hemmings.

Londra, 1899. Alla vigilia del ventesimo secolo, il pianeta è in pericolo di imminente conflitto mondiale. Il fantomatico criminale soprannominato "Il fantasma" sta infatti costruendo delle armi invincibili da vendere alle super-potenze, e per fare questo attua una serie di atti terroristici ai danni delle potenze stesse. Il capo dei servizi segreti britannici, "M" (Richard Roxburgh) riesce a formare una squadra di uomini straordinari in grado di fronteggiare la minaccia: capitanato dal leggendario esploratore Allan Quatermain (Sean Connery), il gruppo di avventurieri si dimostra immediatamente molto eterogeneo, in quanto composto dal diabolico dottor Jeckyll (Jason Flemyng), dal capitano Nemo (Naseeruddin Shah), dalla vampira Mina Harker (Peta Wilson), dall'uomo invisibile (Tony Curran), da Tom Sawyer (Shane West) e dall'immortale Dorian Gray (Stuart Townsend). A loro il compito di fermare "Il fantasma" ed evitare il primo conflitto mondiale…

Come l'affascinante e sottovalutato "La vera storia di Jack lo Squartatore" (From hell, 2001), anche questo "La leggenda degli uomini straordinari" è tratto da un magnifico graphic novel di Alan Moore, in collaborazione con Kevi O'Neill. Già dalle prime immagini però si capisce che la sceneggiatura del film ha decisamente "tradito" la suadente e preziosa letterarietà del fumetto, per trasformare l'operazione cinematografica in un prodotto puramente commerciale: attraverso un inutile spreco di denaro in effetti speciali, questa trasposizione si rivela perciò ben presto una pellicola dal fiato corto, dalle poche idee e molto confuse. L'enorme ed indistinta sequenza di scene d'azione, tra l'altro piene zeppe di effetti speciali neppure troppo sorprendenti, non contribuisce di certo a facilitare l'immedesimazione dello spettatore in alcuno dei personaggi, tutti troppo bidimensionali per funzionare davvero. Norrington, che già non ci aveva entusiasmato per il precedente "Blade" (id., 1999), confeziona in questo modo un lungometraggio anonimo dove avrebbe invece potuto tirar fuori un action-movie di squisita eleganza rétro. Anche la figura sempre carismatica di Sean Connery in questo caso appare piuttosto sbiadita e poco convincente, fuori ruolo in una parte che avrebbe richiesto ben altro approfondimento psicologico. Peccato davvero che alla fine "La leggenda degli uomini straordinari" lasci un sapore amaro, o meglio insipido: visti gli ingredienti a disposizione del regista, a partire dlla storia originale, ci saremmo aspettati un risultato ben diverso, o comunque non il solito "spettacolose" hollywoodiano. Visto il parziale insuccesso del film avuto sul mercato statunitense, auguriamoci almeno di non vederne una seconda puntata…
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  • SEAN CONNERY
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COMMENTI:
  • Ignazio
    domenica 22 febbraio 2004
    ore 18:06
    Premessa: nonostante le intenzioni non ci troviamo tanto di fronte ad un kolossal quanto piuttosto ad un popcorn movie bello denso delle spacconate che tanto possono piacere ad un pubblico di adolescenti. Peccato che l’adolescente medio odierno sappia tutto delle gesta televisive della De Filippi ma ben poco di Allan Quatermann, Dorian Gray, Mina Archer, Tom Sawyer, il capitano Nemo e, soprattutto, del famigerato professor Moriarty, nemico principe di Sherlock Holmes (quest’ultimo stranamente assente dal film, mah…). La tragedia è che si ha la sensazione che gli stessi autori del film poco sanno dei sunnominati personaggi, dal momento che sono tutti tagliati con l’accetta ed ognuno di loro è solo la caratteristica che lo contraddistingue e non una persona completa. Mentre è quantomeno curioso ri-vedere Sean Connery al cospetto di un M, storicamente almeno 60 anni prima del Bond al quale deve una lunga carriera cinematografica, è sicuramente imbarazzante assistere ad una serie di azioni che è difficile classificare sotto una categoria più elegante di “cazzatona”. Qui si fa confusione tra Verne e Salgari passando per Melville e quindi il capitano Nemo di 20000 Leghe Sotto I Mari è vestito e si comporta come un attempato Sandokan, con tanto di spada usata come una vera scimitarra, il suo Nautilus è arredato come una Love Boat in salsa indiana (è grande come un grattacielo ma poi passeggia con disinvoltura tra i canali veneziani!!!) ed il primo ufficiale esordisce con un “Chiamatemi Ismaele” da reclamare punizioni corporali. Allo stesso modo forse gli autori pensano che Poe e Stevenson fossero lo stesso autore e quindi ci fanno sapere che era mr. Hide a compiere i delitti della Rue Morgue. Lo stesso Hide più che il lato oscuro del dottor Jeckyll appare come un gommoso incredibile Hulk con la faccia di Adriano Celentano che zompetta sui tetti di Francia come un Quasimodo qualunque e mai nel film è davvero cattivo come dovrebbe. Il vertice del ridicolo si tocca con il super-Hide, una enorme bistecca al sangue che mena sventole, e con la ventilata ipotesi di resurrezione (sic!) di Connery / Quatermann. Dal momento che il film si apre e si chiude in Africa c’è quasi da stupirsi che in questa incredibile montagna di fesserie non sia stato infilato anche Tarzan! Unico pregio: gli effetti speciali, davvero riusciti nel realizzare il viso a metà dell’uomo invisibile... Non vi avevo detto che c’era anche lui??
  • Ignazio
    domenica 22 febbraio 2004
    ore 18:06
    Premessa: nonostante le intenzioni non ci troviamo tanto di fronte ad un kolossal quanto piuttosto ad un popcorn movie bello denso delle spacconate che tanto possono piacere ad un pubblico di adolescenti. Peccato che l’adolescente medio odierno sappia tutto delle gesta televisive della De Filippi ma ben poco di Allan Quatermann, Dorian Gray, Mina Archer, Tom Sawyer, il capitano Nemo e, soprattutto, del famigerato professor Moriarty, nemico principe di Sherlock Holmes (quest’ultimo stranamente assente dal film, mah…). La tragedia è che si ha la sensazione che gli stessi autori del film poco sanno dei sunnominati personaggi, dal momento che sono tutti tagliati con l’accetta ed ognuno di loro è solo la caratteristica che lo contraddistingue e non una persona completa. Mentre è quantomeno curioso ri-vedere Sean Connery al cospetto di un M, storicamente almeno 60 anni prima del Bond al quale deve una lunga carriera cinematografica, è sicuramente imbarazzante assistere ad una serie di azioni che è difficile classificare sotto una categoria più elegante di “cazzatona”. Qui si fa confusione tra Verne e Salgari passando per Melville e quindi il capitano Nemo di 20000 Leghe Sotto I Mari è vestito e si comporta come un attempato Sandokan, con tanto di spada usata come una vera scimitarra, il suo Nautilus è arredato come una Love Boat in salsa indiana (è grande come un grattacielo ma poi passeggia con disinvoltura tra i canali veneziani!!!) ed il primo ufficiale esordisce con un “Chiamatemi Ismaele” da reclamare punizioni corporali. Allo stesso modo forse gli autori pensano che Poe e Stevenson fossero lo stesso autore e quindi ci fanno sapere che era mr. Hide a compiere i delitti della Rue Morgue. Lo stesso Hide più che il lato oscuro del dottor Jeckyll appare come un gommoso incredibile Hulk con la faccia di Adriano Celentano che zompetta sui tetti di Francia come un Quasimodo qualunque e mai nel film è davvero cattivo come dovrebbe. Il vertice del ridicolo si tocca con il super-Hide, una enorme bistecca al sangue che mena sventole, e con la ventilata ipotesi di resurrezione (sic!) di Connery / Quatermann. Dal momento che il film si apre e si chiude in Africa c’è quasi da stupirsi che in questa incredibile montagna di fesserie non sia stato infilato anche Tarzan! Unico pregio: gli effetti speciali, davvero riusciti nel realizzare il viso a metà dell’uomo invisibile... Non vi avevo detto che c’era anche lui??
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