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Courtesy of ©Deamworks
Un dramma carcerario a stelle e strisce con Robert Redford e James Gandolfini.
Il Castello
Il Castello
Regia di Rod Lurie
Con Robert Redford, James Gandolfini, Delroy Lindo
Usa, 2001
Cosa succede se mettete un generale agli ordini di un colonnello? Guai, si direbbe, a guardare “Il Castello”, l’ultimo film di Rod Lurie –diplomato a West Point, l’Accademia Militare degli Stati Uniti- con Robert Redford e James Gandolfini.
Il castello del titolo è un carcere militare di massima sicurezza, presieduto con pugno di ferro dal colonnello Winter (Gandolfini). Il generale Irwin (Redford) vi approda dopo essere stato condannato dalla corte marziale, ferito nell’orgoglio ma con l’istinto del leader ancora intatto sotto la scorza del perdente. L’incontro tra i due è pieno di attrito, nonostante l’ammirazione che Winter prova per il generale e per il suo glorioso passato. Winter è uno che ascolta Salieri, tanto per capirsi. Voleva essere un Mozart, ma a lui non è concesso. Irwin invece, nonostante le umiliazioni del carcere, emana luce propria e abbaglia di fascino gli altri detenuti: per questo Winter inizia a odiarlo e a vessarlo. Il generale Irwin è tutto quello che Winter voleva essere, e che non è riuscito ad essere.
Il rancore tra i due si trasforma in ostilità aperta, e l’obiettivo del generale diventa destituire Winter. Così Irwin ritrova il carisma che pensava perso e ridiventa leader maximo, non più a capo di un reggimento di soldati, ma di una bislacca truppa di galeotti. Convinto che tutti si possano redimere, e che in ogni uomo vi sia qualcosa di buono, Irwin arriverà alla battaglia finale con l’aiuto dei suoi uomini. Un scontro medievale, quasi, in cui la metafora del titolo troverà piena espressione. E il generale capirà di essere ancora in grado di condurre una guerra.
Patriottismo in buone dosi, dignità nazionale, orgoglio. “Il castello” è la storia di due uomini, l’un contro l’altro armati, e della guerra psicologica e gerarchica per la supremazia. Uno nato per comandare e l’altro col desiderio di comandare. La narrazione non offre grande pathos, nonostante lo spunto che poteva essere buono, e si risolve con soluzioni del più tipico dramma carcerario. Ma l’apporto di due attori come Robert Redford e James Gandolfini riesce a dare spessore a una pellicola altrimenti non troppo brillante né originale.
- RECENSIONE IL CASTELLO |
- ULTIMO FILM ROD LURIE |
- PATRIOTTISMO |
- FILM |
- ROBERT REDFORD

