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Dodici anni dopo "Clerks" Kevin Smith torna a parlarci dei due commessi più sboccati e pigri d'America: dopo che il mitico drugstore del primo episodio è stato distrutto da un incendio

Clerks II

Dodici anni dopo "Clerks" Kevin Smith torna a parlarci dei due commessi più sboccati e pigri d'America: dopo che il mitico drugstore del primo episodio è stato distrutto da un incendio

Sono passati dieci anni dal primo incontro con i due commessi più sboccati e pigri d’America: dopo che il mitico drugstore del primo episodio è stato distrutto da un incendio, Dante (Brian O’Halloran) e Randal (Jeff Anderson) si ritrovano a lavorare nel fast-food di una grande catena, dove il capo è la bella e sensuale Becky (Rosario Dawson). L’amicizia tra i due protagonisti è minata dal fatto che Dante si sta per sposare e soprattutto trasferire altrove, lontano da quella vita che in fondo detesta anche se non riesce a lasciare. A trattenerlo però non è tanto l’amicizia con Randal, quanto l’attrazione per Becky, che sembra ricambiare un sentimento che è qualcosa di più di un’amicizia. Tra situazioni paradossali e colpi di scena, tutti i nodi verranno al pettine…   Dodici anni dopo “Clerks” (id., 1994) Kevin Smith torna a parlarci degli indimenticabili personaggi che ha saputo creare. Chi non ricorda il bianco e nero dell’originale, opera considerata una pietra miliare del cinema americano indipendente degli anni ’90? Grazie ad una sceneggiatura dai dialoghi assolutamente geniali, il primo episodio ha in un certo senso cambiato il modo di percepire e scrivere la commedia destinata ad un pubblico più adulto.

Il progetto di questa seconda parte non si discosta molto dall’altro: a parte il passaggio al colore, il budget è sempre molto ridotto (solo 5 milioni di dollari), e la spensierata vitalità con cui vengono costruite situazioni bizzarre e dialoghi rimane quella della pura indipendenza. Si vede però che per Smith gli ani sono passati, e soprattutto che si è confrontato con un tipo di cinema volente o nolente più “mainstream”. In “Clerks II” assistiamo infatti al tentativo non troppo riuscito di coniugare gli stilemi del suo cinema più aggressivo con la suadenza della commedia romantica di stampo maggiormente classico. Il tentativo di equilibrare queste due anime presenti nel film non riesce del tutto, spaccando quindi la pellicola in momenti che a causa del differente tono tra loro non hanno molto a che fare. Certo, in alcuni momenti si ride a crepapelle, ma non si tratta più di una novità, e visto come si è evoluta (?) l’opera di Kevin Smith a dire il vero non rappresenta più neppure una novità. L’unico grosso pregio del lungometraggio è una Rosario Dawson che, oltre ad essere come al solito splendida, fornisce stavolta un’interpretazione decisamente convincente. Divertente ma anche abbastanza innocuo, “Clerks II” soffre fondamentalmente del fatto dia vere una doppia anima: quella iconoclasta dello Smith prima maniera e quella più “mainstream” che l’autore ancora non riesce a padroneggiare con equilibrio. Ciò che ne è venuto fuori è un prodotto che non ha una sua identità precisa, e spreca un potenziale comico che avrebbe potuto essere ben più ficcante.
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