Troppo occupato a tentare di ottenere la tanto agognata promozione l’architetto Michael Newman (Adam Sandler) continua a dedicare sempre meno tempo alla famiglia. In particolare, il rapporto con la bella moglie Donna (Kate Beckinsale) sta iniziando a risentire della continua lontananza, sia fisica che psicologica, del marito. Il problema principale di Michael è proprio quello di non aver abbastanza tempo per dividersi tra moglie, figli ed i progetti che il suo capo Ammer (David Hasselhoff) continua a sottoporgli promettendogli la gratificazione che invece non arriva mai.
La soluzione al tutto questo arriva quando uno strano tipo di nome Morty (Christopher Walken) regala a Michael un telecomando universale, che agisce sulla realtà esattamente come farebbe con un dvd: accelerazione, ralenty, stop, menù ecc. Adesso il tempo non è più un problema per lui: ma riuscirà a gestire con equilibrio un ordigno così potente?
A otto anni dai due lungometraggi che li hanno praticamente lanciati entrambi, “Prima o poi me lo sposo” (The Wedding Singer, 1998) e “Waterboy” (id., 1998), si riunisce la coppia formata dal regista Frank Coraci e da Adam Sandler, star e produttore del film. Se già le qualità artistiche dei lavori precedenti non erano di certo elevatissime, questo “Click” conferma che la coppia probabilmente non verrà ricordata tra quelle più importanti della storia del cinema. Ovviamente, non è il valore puramente cinematografico ciò che si richiede più specificamente a questo tipo di prodotti; purtroppo questa pellicola però sembra carente anche nei requisiti base che sono presenti nei film di Sandler, o almeno in quelli che hanno ottenuto un buon successo commerciale: confezione adeguata, ritmo narrativo spigliato, soprattutto una vena goliardica ed una gioiosa spacconeria in grado di arrivare all’istinto più semplice dello spettatore medio. Sotto questo punto di vista il precedente “L’altra sporca ultima metà” (The Longest Yard, 2005) di Peter Segal potrebbe essere preso come ottimo esempio di ciò che funziona nel cinema di Sandler.
“Cambia la tua vita con un click” si poggia invece su una serie di gags piuttosto stantie, che si ripetono a catena lungo tutto il film senza dare mai l’impressione di avere dietro una storia ben congegnata. Se il protagonista risulta comunque simpatico in virtù della sua faccia di gomma, Kate Beckinsale e Christopher Walken vengono letteralmente sprecati in ruoli di pochissima consistenza, pure funzioni senza nessun approfondimento comico o psicologico.
Povero di una trama solida, “Click” si regge su un’idea neppure troppo originale – vi ricordate “Una settimana da Dio” (Bruce Almighty, 2004) con Jim Carrey? Gli sceneggiatori sono gli stessi… - che mostra subito il fiato corto. Gli ottimi incassi ottenuti in America dimostrano che anche questo standard alla fine può bastare. Contenti loro…


Frank Coraci

