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La leggerezza con cui è raccontata la nascita di un amore ‘diverso’, cresciuto in un’anonima stazione di servizio, è forse il carattere più forte e indimenticabile di un film che descrive in realtà una tragedia.

Benzina

La leggerezza con cui è raccontata la nascita di un amore ‘diverso’, cresciuto in un’anonima stazione di servizio, è forse il carattere più forte e indimenticabile di un film che descrive in realtà una tragedia.

Verso la metà del film, mentre a bordo di una vecchia automobile corre il sogno della fuga, Lenni (Regina Orioli) chiede a Stella (Maya Sansa) di raccontarle, ancora una volta, il giorno in cui s’incontrarono. La notte che domina il film lascia spazio al ricordo di una giornata di sole, in cui Lenni, accaldata, arriva alla pompa di benzina spingendo il suo ‘boxer’. Ingenua, timida, un po’ agitata, legge su un cartello che si cerca una ragazza disponibile a lavorare al bar. Maya è china sotto al motorino, la candela in mano, e quando Lenni le chiede “ma è buono il padrone?” la sua espressione ruvida si apre in un sorriso. È lei il padrone, infatti. E l’attrazione è immediata.
La leggerezza con cui è raccontata la nascita di un amore ‘diverso’, cresciuto in un’anonima stazione di servizio, è forse il carattere più forte e indimenticabile di un film che descrive in realtà una tragedia. Tratto dal romanzo di E. Stancanelli, ‘Benzina’ è la storia di una ventina di ore in cui le due giovani cercano un modo per liberarsi del corpo della madre di Lenni. Uccisa accidentalmente da Stella, mentre cercava di portare via con sé la figlia, la donna dalle “gambe sempre belle” (M. Valentini) – come ripete quasi in un delirio Lenni – continua a parlare, voce fuori campo, alla ‘bambina’ che lei non ha mai capito, finalmente cresciuta con la sua storia d’amore. Inquadrature dall’alto ritraggono la tortura di Lenni che l’ascolta – ora, morta, più che mai materna. L’intromissione di due giovani violenti, seguiti da una ragazza che è l’oggetto del piacere di entrambi, segna inesorabilmente le tappe della ‘fuga’ fino all’epilogo.
Luoghi non identificabili, in una notte livida, in cui scintillano lamiere e sguardi, accompagnano una storia chiusa sulla personalità delle due ragazze – forte e razionale l’una, fragile e confusa l’altra, in effetti entrambe prese dalla tenerezza del proprio desiderio, dipinto senza eccessi in scene d’amore mai morbose. Nulla riesce veramente a intaccare il loro rapporto e – quello che è il segno più particolare del film – nessun giudizio sulla loro omosessualità viene mai espresso. Non dalla madre (preoccupata dalla vita misera più che dall’amica di Lenni), non dai tre beceri (più confusi di chiunque, quanto a relazioni sessuali), non dal sacerdote che incontrano (appena tornato dal matrimonio di una sua vecchia fiamma). Nessun cedimento a futili questioni sociologico-morali. Solo la storia di un amore normalissimo.
Opera prima di Monica Lisa Stambrini, ben montato da P. Freddi, ‘Benzina’ evoca a tratti i deliri onirici di David Lynch richiamati anche da una colonna fatta di suoni laceranti alla Badalamenti. Ma è nella sua particolarità tutta ‘europea’ che riesce a toccare lo spettatore. Nei toni pacati anche quando si grida. Anche quando, durante un ‘rave’, le due ragazze si riconciliano in un bagno. Nella delicatezza e nella sensibilità che continuano ad accompagnare le due brave attrici protagoniste fino all’esplosione finale.
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COMMENTI:
  • Stella
    lunedì 17 settembre 2007
    ore 13:22
    Uno dei miei preferiti...non solo per la storia in sè, ma per come è girato, per le meravigliose protagoniste, per le musiche, per quella voce fuori campo...un film che aveva tutte le carte per diventare un cult, o almeno il manifesto di un amore vero...snobbato non si capisce perchè! mah...
  • mishu
    venerdì 8 marzo 2002
    ore 0:00
    Commento articolo: Benzina : Konkordo pienamente nella recensione su BENZINA...l'ho trovato un film veramente originale e interessante,bello perkè rikko di "emozioni dissonanti" e fuori dagli skemi (sempre troppo!?) tradizionali. Finalmente le bellone vengono messe da parte, fatta eccezione alla morettina del klan dei teppistelli-fighettini , e due attrici brave (Beh,effettivamente Maya Sansa è decisamente karina)recitano ed evitano di mostrare seni "ritokkati" e abiti succinti di dubbio gusto.Facciamoci il pieno di ..benzina. mishu p.
  • mishu
    venerdì 8 marzo 2002
    ore 0:00
    Commento articolo: Benzina : Konkordo pienamente nella recensione su BENZINA...l\'ho trovato un film veramente originale e interessante,bello perkè rikko di \"emozioni dissonanti\" e fuori dagli skemi (sempre troppo!?) tradizionali. Finalmente le bellone vengono messe da parte, fatta eccezione alla morettina del klan dei teppistelli-fighettini , e due attrici brave (Beh,effettivamente Maya Sansa è decisamente karina)recitano ed evitano di mostrare seni \"ritokkati\" e abiti succinti di dubbio gusto.Facciamoci il pieno di ..benzina. mishu p.
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