courtesy of© prixitalia, 2002
La conferenza del Prix Italia 2002
Il Prix in terra di Sicilia
Il Prix Italia in terra di Sicilia
"Vogliamo fare della Sicilia la portabandiera di un’idea di comunione, tolleranza, incrocio di culture e religioni in un momento in cui il Mediterraneo non riesce ancora a vivere la pace".
Un messaggio forte, dunque, è quello che è stato lanciato da Cuffaro che parla dell’isola come luogo di incontro di civiltà e culture, nonché modello per i tanti paesi nei quali la coabitazione fra credi diversi sembra un’utopia.
E’ negli stessi termini si è espresso il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che ipotizza un progetto bello, grande quando la vede come il centro dell’Euromediterraneo, città che già raccoglie e sintetizza identità diverse fra loro ma, ormai, perfettamente integrate.
"Sono le diversità ad averci arricchito, pur coscienti delle emergenze interne e non ma che siamo pronti ad affrontare. Palermo è una città unica, come la loro gente", continua, "fiera, orgogliosa come siamo orgogliosi del nostro essere siciliani, diversi e tolleranti".
Con l’edizione 2002, il processo di profondo rinnovamento del Prix Italia - iniziato nel 1999 - giunge ad una sua fase di definitiva maturazione e stabilità. Contemporaneamente il Prix Italia riparte per nuova avventure, come quella di diventare un punto di riferimento riconosciuto per le ormai numerose iniziative internazionale mirate alla 'misurazione' della qualità, e quella di progettarsi come mercato dei prodotti radiotelevisivi di eccellenza.
E’ Carlo Sartori, segretario generale della manifestazione, a porre l’accento sui punti focali del Prix:
essere un punto di riferimento per le migliori espressioni della creatività e dell’innovazione, e quindi uno stimolo per gli operatori a rispondere al meglio alle esigenze di un pubblico sempre più maturo e attento;
essere un momento significativo di incontri, di relazioni, di contatti operativi, ossia diventare una “piazza professionale” tra i numerosi ed porre maggiore attenzione sul workshop che propone un confronto tra gli standard mondiali di qualità dal punto di vista produttivo e artistico – creativo lontano da indici standardizzati;
la creazione di un mercato dedicato ai generi tipici del Prix Italia (fiction, documentari, performing arts) e a tutti i nuovi contenuti audiovisivi dei “new media” generati dalla convergenza tra telecomunicazioni, Internet, radio e televisione;
il Prix può essere un costruttivo elemento di confronto continuo tra i parametri e i metodi della qualità da seguire nelle strategie di produzione e di offerta.
"Se il Prix Italia serve" ha concluso Sartori "dentro e fuori la Rai, a far maturare anche tutte queste consapevolezze, allora non sarà mai inutile".
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