Noir in Festival

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La ricerca e l’inchiesta, viste come momento di verità attraverso la produzione artistica.

Noir in Festival

Noir in Festival

La mascotte del Noir in Festival, che si è svolto a Courmayeur dal 5 all’11 dicembre, era uno Snoopy con cappello da Sherlock Holmes e con lente d’ingrandimento: scruta le impronte del mistero, che in questa decima edizione della rassegna valdostana erano davvero tante e si dipanavano tra cinema, letteratura e realtà (è stato presente, come ospite anche il Presidente della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino).
Il tema del Festival era, appunto, la ricerca, l’inchiesta, vista come momento di verità attraverso la produzione artistica e metodologia di ricerca della stessa. Per la sezione cinema, gran botto con il film d’apertura, presentato in anteprima e adesso già nelle sale (negli Usa si è rivelato un blockbuster), “The Unbreakable - Il predestinato”, opera seconda (dopo il successo del fortunatissimo "Il sesto senso") di M. Night Shyamalan: sempre Bruce Willis come protagonista (perché cambiare un cavallo vincente?), questa volta affiancato da un inquietante e umbratile Samuel L. Jackson. Altre pellicole presentate (tra concorso e fuori), “Vertical Limits” di Martin Campbell (un thriller ambientato in alta montagna, perfetto per Courmayeur), “Urban Legends: the Final Cut” di John Ottman (curioso gioco di specchi perché i protagonisti sono, guarda caso, studenti di cinema), “Bless the Child” di Chuk Russell (un film millenarista, interpretato da una rediviva e sempre bellissima Kim Basinger), “Ordinary Descent Criminal” di Thaddeus O’Sullivan (con Kevin Spacey), e “The Contender” di Rod Lurie, con la campagna elettorale americana come metafora della truffa e dell’intrigo.
L’Italia era presente con “Lupo Mannaro”, di Tibaldi (tratto da uno scritto di Carlo Lucarelli, parla di un serial-killer nostrano) e con l’impegnatissimo “Delitto impossibile”, di Antonello Grimaldi (ambientato in una Sardegna inedita e inquietante), che ha vinto il Premio Speciale della Giuria.
Tra le altre sezioni: ‘Black Noir’, con grandi produzioni e indipendenti coraggiosi e la proiezione speciale di “La venere d’Ile” di Mario Bava, restaurata dalla Rai e dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
La cronaca ha fatto un ingresso prepotente con “Territori d’Ombra” di Paolo Modugno, che ci porta nei sotterranei territori della pedofilia e del commercio di prostitute-ragazzine tra Slovenia e Austria (il film ha causato non poche polemiche e la Rai, che ne è coproduttrice, si è rifiutata di distribuirlo o di trasmetterlo).
Inoltre un grande omaggio all’intramontabile Robert Wise, regista da Oscar, montatore, scrittore e attivista per i diritti civili, che era presente in videoconferenza (vedi servizio) e l’assegnazione del prestigioso ‘Chandler Award’, andato all’americano Andrew Wachs (vedi servizio). Presenza un po’ insolita, quella di Gino e Michele, il duo della “Smemoranda”, di “Zelig” e delle “Formiche”, che presentavano il loro romanzo “Neppure un rigo in cronaca” (edito da Rizzoli), che parla della fiorente Milano Anni ‘50, e della transizione dalla mala di quartiere all’industria del crimine. Hanno già parlato con Salvatores, lui ha detto di no, ma probabilmente diventerà un film.

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