Dirk Bannon (Milo Twomey) ha ottenuto suo malgrado il prepensionamento e adesso, insieme alla famiglia, vive a Batley, sonnolenta località di provincia.
Sembrerebbe la premessa di una storia tranquilla perlopiù smossa dalla noia di un congedo anticipato, ma non è questo il caso di Dirk che nel periodo della guerra fredda era uno degli agenti più pericolosi al servizio della corona inglese. Un uomo insomma abituato ad indossare giacca e cravatta mentre si calava da una montagna con una bomba in una mano e un’affascinante spia giapponese nell’altra.
Addestrato a rovesciare dittature, a lanciarsi senza paracadute e a sgominare organizzazioni criminali internazionali, dopo la caduta del muro di Berlino aveva visto crollare la propria considerazione presso l’MI6, che messa in imbarazzo dall’indole eccessiva dell’agente gli aveva sequestrato la licenza di uccidere e le chiavi dell’Aston Martin e lo aveva spedito in una villetta a schiera con una tessera sconto del supermercato e un’Espace nuova di zecca.
Gli interessi e gli accordi geopolitici sono molto cambiati da allora, ma Dirk incurante della condizione di pensionato porta avanti la sua missione senza battere ciglio e oggi insegue operai e idraulici con la fredda determinazione dei tempi d’oro.
Anche la moglie Talia (Natasha Beaumont) ha un movimentato passato oltre-cortina al soldo del KGB. Spietata virago, doppiogiochista e mercenaria che dopo aver sparato un paio di volte a Dirk aveva capito di amarlo. La fiera tempra di donna dell’est fa di lei una persona colta, razionale e solida che si dedica con attenzione all’educazione dei figli.
Elle (Alice Connor), la primogenita rifugge per quanto può le bizzarre abitudini familiari, ma di certo non dev’essere facile integrarsi in una piccola comunità se i tuoi genitori credono che i boyscout di quartiere stiano tramando la realizzazione di uno stato totalitario, o se non si può ordinare una pizza perché la mamma sospetta che il take away italiano sia la copertura per un’associazione di stampo mafioso. Elle parla correntemente il Mandarino ma va in crisi di fronte alle scelte più banali. L’idea che la poverina si è fatta della normalità è piuttosto distorta e per sanare le proprie lacune in termini di shopping Elle è costretta a spiare le sue compagne.
Spike (Joe Tracini), suo fratello, detto Il Cinico, al contrario non coltiva alcun desiderio di normalità e si dedica allegramente all’anarchia. Il padre cerca di trasmettergli i trucchi del mestiere ma lui preferisce di gran lunga lo spionaggio tecnologico. Ha trasformato l’armadietto della scuola in un centro di controllo che, grazie alle telecamere a circuito chiuso, gli consente di spiare l’edificio.
Infine c’è Boris (Ignat Pakhotin), 8 anni, nome in codice: Il Demolitore. È il piú piccolo di casa Bannon e manifesta uno spiccato senso dell’autodifesa lanciando sofisticati attacchi a chiunque superi la soglia di casa, familiari inclusi. È iperattivo, costantemente annoiato e se decide di esprimersi lo fa in russo.
Sono loro i protagonisti di My Spy Family, prima coproduzione in live action realizzata dai Cartoon Network Studios di Londra che sperimenta un’intreccio tra la grottesca routine de “La famiglia Addams”, le vicende de “Gli Incredibili”, senza dimenticare “Mr. And Mrs. Smith”.
La sit com arriva su Cartoon Network (canale 606 di Sky) il 3 dicembre dove va in onda dal lunedì al venerdì alle 14:55 e il sabato e la domenica alle 18:50.




