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Fin dall’inizio della sua carriera, cominciato sotto l’ala protettiva dello zio Francis Ford Coppola, Cage ha fornito ai suoi personaggi una doppia “anima”.

IL LATO OSCURO DI NICOLAS CAGE

Fin dall’inizio della sua carriera, cominciato sotto l’ala protettiva dello zio Francis Ford Coppola, Cage ha fornito ai suoi personaggi una doppia “anima”.

Proprio il suo ultimo ruolo da protagonista, quello del capitano italiano in “Il Mandolino del capitano Corelli” (Captain Corelli’s Mandoline, 2001), è forse uno dei pochi interpretati da Nicolas Cage in cui non si riscontra una delle costanti rintracciabili in quasi tutti i suoi film, e cioè quella della doppiezza del personaggio, del suo essere mai soltanto “buono” o “cattivo”, ma sempre in bilico tra i due opposti. Fin dall’inizio della sua carriera, cominciato sotto l’ala protettiva dello zio Francis Ford Coppola, Cage ha fornito ai suoi personaggi una doppia “anima”, capace di portare in superficie tutta l’ambiguità dell’essere umano, oltre che le sue numerose sfaccettature. Pensiamo ad esempio alla sua prima parte da protagonista, quella del soldato sfigurato nel bellissimo “Birdy” (id., 1984): il dramma si incentra infatti sulla perdita della propria identità, e sulla capacitàumana di resistere al proprio essere maligno. Già nel 1987 poi, anno in cui Cage si impone definitivamente al grande pubblico con due film, rispettivamente “Arizona Junior” (Raising Arizona, 1987) dei fratelli Coen e “Stregata dalla Luna” (Moonstruck, 1987) di Norman Jewison, l’attore interpreta due personaggi comici ma decisamente fuori dal comune, in quanto dotati di una conflittualità interna piuttosto accentuata. Sia lo strampalato “H.I” del primo film che il rabbioso e passionale Ronny Cammareri del secondo contengono già tutte le ambiguità che l’attore riuscirà a dare ai suoi personaggi in futuro. Tre anni dopo arriva per lui il primo ruolo con un autore decisamente iconoclasta come David Lynch, che lo vuole come Sailor nel bellissimo e controverso “Cuore Selvaggio” (Wild at Heart, 1990): ruolo assolutamente fuori dagli schemi, atipico per una star cresciuta all’interno dello “star system”, questo è il film che probabilmente ha lanciato Cage come attore completo e capace di recitare sia nelle grandi produzioni che in pellicole cosiddette più “autoriali”. Dopo un inizio di anni ’90 piuttosto incerto e costellato di pellicole non proprio riuscite,l’attore ha ritrovato il successo, ed addirittura il premio Oscar,con un altro ruolo controverso ed ambiguo, che ne ha nuovamente messo in risalto le capacità attoriali: lo sceneggiatore alcolizzato Ben Sanderson di “Via da Las Vegas” (Leaving Las Vegas, 1995) è una persona che contiene in sé sia la bontà d’animo che l’autodistruttività di chi ha perso tutto. Nella storia d’amore con la prostituta interpretata da Elizabeth Shue, Cage ha davvero dato il meglio delle sue doti di caratterista al tempo stesso raffinato e vigoroso. Dopo questo nuovo exploit, sono arrivati i primi ruoli in divertenti action-movie come “The Rock” (id.,1996) o “Con Air” (id.,1997), film che certo non passeranno alla storia del cinema, ma che hanno comunque dato all’attore la possibilità di dimostrare di sapersi ben districare anche in opere meno impegnative; molto impegnativa invece, e forse a conti fatti la sua migliore interpretazione, è stata quella nel capolavoro di John Woo “Face/Off” (id.,1997), in cui recita accanto all’altro istrione John Travolta. Il doppio personaggio Sean Archer-Castro Troy, essenza metaforica del bene e del male, hanno fornito a Cage l’opportunità di esibirsi in tutta la sua grande capacità di personificare sia ciò che di positivo è insito nell’essere umano, che quanto invece vi è di malvagio. I ruoli successivi sono stati ancora all’insegna della dualità, come quelli del poliziotto corrotto di “Omicidio in Diretta” (Snake Eyes, 1998) di Brian De Palma o dell’”angelo caduto” in “City of Angels” (id.,1998). L’anno successivo è invece arrivato il bellissimo “Al di là della vita” (Bringing Out the Dead, 1999) diretto dal grande martin Scorsese: la figura stremata ed allucinata di Frank Pierce, paramedico che gira per New York di notte in ambulanza in cerca di persone da salvare ma soprattutto della propria redenzione, ha davvero regalato all’attore uno dei più bei ruoli della sua carriera. Attendiamo adesso Nicolas Cage soprattutto nel nuovo “Windtalkers” (id.,?), film di guerra in cui torna ad essere diretto da John Woo: un’opera che a detta di molti sembra proporsi come un capolavoro, ma la cui uscita è stata purtroppo spostata a data indefinita.
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