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Chi non ricorda il grandissimo capolavoro di Blake Edwards “Hollywood Party”?

Bollywood Party

Chi non ricorda il grandissimo capolavoro di Blake Edwards “Hollywood Party”?

Chi non ricorda il grandissimo capolavoro di Blake Edwards “Hollywood Party”? Un film che ci offre un immagine brillante e comica del mondo del cinema americano, che ci regala un Peter Sellers nelle vesti di un attore indiano che ne combina di tutti i colori. Davvero un cult da non perdere, come da non perdere è “Bollywood Party”, che Raisat Cinema ci offre ad aprile.
Il canale infatti si trasferirà a Bombay per presentarci una rassegna dei migliori lavori della Hollywood indiana (Bombay Hollywood, da cui il nome Bollywood).
Sette i film che ci accompagneranno da domenica 6 a sabato 12 aprile, tutti made in Bollywood, e tutti prodotti nell’ultimo decennio, tranne l’evergreen “Mother India” che, uscito nel ’57, sfiorò gli Oscar pur parlando di un paese lontanissimo e ancora sconosciuto ai più.
A seguire la programmazione dei film, documentari girati nelle strade, dove immensi manifesti pubblicizzano i film in uscita e alimentano la divizzazione di personaggi tanto amati da essere scelti per ricoprire addirittura cariche politiche (vedi gli attuali ministri della sanità e del turismo, n.d.r.) e nei grandi studios indiani, 2 milioni di metri quadrati, per la produzione di 800 film all’anno.
“E’ sempre più evidente ci dice il responsabile del progetto in qualità di spettatori a tutti noi, che il cinema indiano, la cinematografia indiana e più in generale proprio quella asiatica, contamina fortemente le cinematografie occidentali quali ad esempio quella americana, ma soprattutto quella inglese. Sempre più si vedono commenti di carattere etnico che hanno contratto un forte debito nei confronti proprio anche del cinema d’essay, ma non solo di quello indiano, e poi l’uso per esempio di una maggiore libertà nel flettere i vari generi cinematografici. Se c’è una cosa bella del cinema bollywoodiano è che in qualche modo non è definibile, non è codificabile. Vedendo uno di questi film che hanno sempre delle durate troppo impegnative ( vedi “Lagaan” 3 ore e 40 minuti, n.d.r.) si passerà dai toni della commedia, alla leggerezza del musical, al dramma, al melò senza colpo ferire, con una facilità, con una semplicità e in questo veramente allora noi occidentali siamo spiazzati”.
“L’influenza della cultura indiana nel mondo, dice l’ambasciatore indiano in Italia Himachal Som, è maggiore di quanto possiamo comprendere. Ci sono 25 milioni di indiani nel mondo, fuori dall’India, che influenzano la civiltà. Ci sono grandi uomini illustri, nobel e l’astronauta Kalpana Chawla persa nell’esplosione dello shuttle Columbia. Sono grandi le scoperte indiane che ci accompagnano quotidianamente come il pentium5 e l’hotmail per la posta elettronica..”
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