Abbiamo incontrato Jim Caviezel, ospite del RomaFictionFest, dove ha accompagnato lanteprima del nuovo The Prisoner in onda prossimamente su FX.
Abbiamo incontrato Jim Caviezel, ospite del RomaFictionFest, dove ha accompagnato l’anteprima del nuovo “The Prisoner” in onda prossimamente su FX.
Jim Caviezel e il suo Prigioniero
Abbiamo incontrato Jim Caviezel, ospite del RomaFictionFest, dove ha accompagnato l’anteprima del nuovo “The Prisoner” in onda prossimamente su FX.
Il nuovo Numero 6, protagonista ribelle di un infernale e paranoico sequestro nella realtà apparentemente perfetta di un misterioso Villaggio in cui le persone non hanno un nome ma un numero identificativo, è James Caviezel, celebre interprete di “The Passion” di Mel Gibson, atterrato nella capitale per accompagnare la serie nelle sale del RomaFictionFest.
All’incontro con la stampa l’attore si è mostrato gentile e posato e con grande orgoglio ha presentato la sua ultima fatica: questo salto nella televisione a dire il vero un po’ inatteso e che ha sorpreso pure lui.
“Mi stavo preparando ad interpretare un altro film per il cinema, il progetto si è però arenato per problemi finanziari legati alla crisi economica che ha colpito tutto il mondo. Mentre ero in attesa di capire cosa fare il mio agente mi ha inviato lo script di 'The Prisoner' che nel cast già contava sul talento e l’esperienza di Ian McKellen. Non è stato difficile decidere di accettare. Cerco sempre materiale di qualità, amo le cose ben scritte e capaci di ispirarmi. ‘The Prisoner’ è un’opera allegorica e potente ricca di temi attuali e rilevanti e la sceneggiatura mi ha fatto innamorare. Nick Hurran (il regista n.d.r.) è incredibilmente bravo e ha diretto la serie come se fosse quasi un film per la tv. Basti dire che le sei puntate che la compongono sono state girate in 35 mm”.
L’episodio pilota, trasmesso in anteprima nel corso della manifestazione capitolina, riaggancia il disagio e la claustrofobia che caratterizzavano la serie originale. Lì però la paranoia -era il 1967- alludeva allo spettro della guerra fredda. La versione attuale mostra la realizzazione di quelle ormai antiche ma profetiche paure. “Viviamo in una società di fatto controllata in cui la privacy è un’illusione. Ci sono telecamere di sicurezza ovunque e, volendo, è possibile ricostruire i movimenti di ogni cittadino. Siamo proprio arrivati a quel punto e la serie fa riferimento ai poteri delle multinazionali, allo stato di paura dettato dalle aggressioni terroristiche, alla svalutazione dell’individuo, alla corruzione” - continua Caviezel che però ammette candidamente di non aver visto neanche un episodio della serie interpretata da Patrick McGoohan per non rischiare condizionamenti nell’interpretazione del suo ruolo. “Mi sono ripromesso di vedere ‘The Prisoner’ quando avrò finito la promozione di questo show. So che si tratta di un’opera complessa in anticipo sui tempi e quello che mi posso augurare è che questa nuova versione arrivi invece in tempi giusti. Ci tengo a ribadire che questo è un progetto rispettoso ma autonomo, capace di camminare sulle proprie gambe. Tutto ciò che facciamo verrà in un modo o nell’altro criticato ma pensare che non si debba azzardare il paragone con l’originale non ha senso. Tutti i grandi classici sono stati riadattati in tutte le forme. Pensate a Shakespeare per esempio o a Dumas. Io stesso ho interpretato il Conte di Montecristo nella sua (credo) diciannovesima riedizione. Infondo l’alfabeto è composto di lettere che vanno dalla A alla Z e questo è semplicemente lo stesso alfabeto proposto in un altro ordine”.
Ma non chiamatelo remake.
La miniserie “The Prisoner” andrà in onda su FX a partire dal 22 luglio ogni giovedì alle 23:00. Per saperne di più
Leggete il nostro speciale sul RomaFictionFest 2010
- THE PRISONER JIM CAVIEZEL |
- ROMAFICTIONFEST 2010 |
- THE PRISONER |
- ANTEPRIMA THE PRISONER |
- PATRICK MCGOOHAN
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giovedì 15 luglio 2010
ore 22:32