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"Per adesso vedere i film in versione originale è ancora piuttosto elitario. Poi doppiare un film è un fatto di mercato: una pellicola doppiata ha una maggior penetrazione, una miglior fruizione" dice Riccardo Rossi
Intervista a Riccardo Rossi
"Per adesso vedere i film in versione originale è ancora piuttosto elitario. Poi doppiare un film è un fatto di mercato: una pellicola doppiata ha una maggior penetrazione, una miglior fruizione" dice Riccardo Rossi
Riccardo Rossi è sereno, sorridente: gli amici inviano messaggi sul cellulare; ride delle frasi scherzose. Si scusa dicendo: "oggi è il mio compleanno". Sembra contento di festeggiarlo con un intervista. Le luci si abbassano, Riccardo si infila la cuffia, osserva le immagini in movimento.
Qual è l'iter dalla produzione al doppiaggio di un film?
Una volta realizzato il film arriva nei vari paesi, che non siano quelli di origine, dove viene tradotto ed adattato. Si cercano le parole italiane che hanno lo stesso significato, ma che vanno meglio come movimento labiale. A volte le parole vengono anche posposte per dare un effetto migliore.
Successivamente l'assistente al doppiaggio che fa i piani di lavorazione contatta gli attori più o meno disponibili.
Come sono i tempi di lavorazione?
Veloci. Faccio un esempio: la serie Tv "I Viaggiatori" (Sliders) dove doppio il protagonista Quenn Mallory, abbiamo iniziato a doppiarla a maggio. Abbiamo doppiato settanta episodi, quello che loro hanno fatto in quattro stagioni: le vogliono tutte per poter giostrare meglio il palinsesto.
Anche nel cinema la situazione è la stessa: “I Fiumi di porpora”, dove doppio il personaggio di Vincent Cassel, volevano farlo uscire contemporaneamente alla Francia, dove non esiste il doppiaggio, ma non è stato possibile, per cui è uscito il mese dopo.
Secondo te anche in Italia si sta andando verso la visione in versione originale?
Per adesso vedere i film in versione originale è ancora piuttosto elitario. Poi doppiare un film è un fatto di mercato: una pellicola doppiata ha una maggior penetrazione, una miglior fruizione.
Addirittura negli altri paesi europei si sta iniziando a doppiare: si fa uscire il film in doppia versione per dare una doppia possibilità.
Ormai i prodotti sono di largo consumo e devono essere fruiti subito.
Se i telefilm andassero in onda con i sottotitoli l'audience sarebbe minore, non solo perchè la gente non conosce l'inglese, ma anche perchè il sottotitolo richiede un impegno maggiore: guardare l'immagine e leggere i sottotitoli mentre il doppiaggio permette di concentrarsi esclusivamente sull'immagine. E poi nel doppiaggio ci si impegna a ricreare quella stessa atmosfera e a trasmettere le medesime emozioni che ti dà il film in lingua originale.
Com'è la situazione dei doppiatori in Italia?
Come tutti i settori anche questo è cambiato: fino a quindici anni fa questo lavoro aveva solo senso artistico. Adesso ha un senso commerciale e industriale: realizzare prodotti velocemente, che siano dignitosi, ma che non costino troppo in quanto la maggior parte delle cose non hanno un grande ritorno economico. Ci siamo dovuti industrializzare, non sempre si fanno dei capolavori, ma è il mercato che ci costringe .
Hai doppiato Johnny Depp in "Donnie Brasco" e "Sleepy Hollow": com'è stato doppiarlo?
Una bella esperienza anche perchè è un grande attore e sicuramente doppiare i bravi attori è più semplice che doppiare i meno bravi.
In "Donnie Brasco" mi hanno detto che alcune battute sono persino diventate cult a Radio DJ".
Raccontami qualcosa dell’esperienza con Sergio Leone.
In "C'era una volta in America" doppiavo Noodles da giovane. Memorabile la “scazzottata”. Mi ricordo uno scambio di battute con Sergio Leone: “nessuno sopravvive a una scazzottata del genere”. E lui: “si sopravvive....si sopravvive”. Come se le avesse vissute in prima persona.
Mi racconta un aneddoto divertente.
Eravamo a Cinecittà a girare il film di Leone: qualsiasi azione della pellicola ce la faceva ripetere in doppiaggio: i protagonisti mangiavano e noi ci “rimpinzavamo” per riuscire a doppiarli degnamente. C'era una scena d'amore nella quale secondo Leone i nostri fiati non erano ritmati, non andavano a tempo: così mi fece piazzare dietro di Lei. La spingevo dietro le spalle, accordando i nostri respiri, tra le grandi risate di tutti che vedevano in tutto ciò semplicemente la simulazione di un atto sessuale.
Se sai recitare sei in grado anche di doppiare?
Reciti sempre, ma sono due cose differenti o ti dedichi all’una o all’altra. E’ un recitare in maniera diversa. Ad ogni modo un bravo attore sa far tutto.
Io ad esempio faccio radio, spot, speakeraggio. Anche se per fare l’attore visivamente c'è bisogno di qualcosa in più, forse la voglia di mostrarti.
Non penso di essere adatto. Non so...dovrei provare.
E’ ora di lasciarlo. Mi racconta le sue storie come se avesse sulle spalle molti anni: in realtà sono solo trentasette, ma sembra aver già vissuto un‘intera vita. Sarà la passione per il cinema che fa vivere così intensamente.
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