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Seconda parte dell'intervista.
John Woo
Seconda parte dell'intervista.
J.W. – All’inizio, a dire il vero, erano in molti a nutrire dubbi sul mio conto, soprattutto per il fatto che ero un regista cinese che raccontava una storia tutta americana, in cui addirittura erano presenti indiani Navajo. Ma non è forse vero che gli americani hanno fatto film sui cinesi? E non è forse vero che Sergio Leone, un italiano, ha girato grandi western? Durante la lavorazione di “Windtalkers” invece gli Studios mi hanno dato completa fiducia, mi hanno sostenuto e sono rimasti soddisfatti del film che ho realizzato.
Quali ritiene siano i suoi gilm preferiti contro la guerra?
J.W. – “Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale”, “La Croce di Ferro” di Peckinpah, “Il Dottor Stranamore” di Kubrick, anche se non tratta propriamente di guerra, ma soprattutto il recente “No Man’s Land”, che ritengo uno dei miei film preferiti.
Quali sono i progetti futuri? Dirigerà “Mission: Impossibile 3”?
J.W. – No, hanno già ingaggiato David Fincher per la terza puntata; ho sentito però Tom Cruise, e vorremmo ancora lavorare insieme. Il mio prossimo progetto è un film su una coppia di amici, uno irlandese e l’altro cinese, che costruiscono le ferrovie americane all’epoca dei pionieri. I protagonisti saranno ancora Nicolas Cage e Chow Yun Fat. Poi vorrei girare una commedia per la Warner intitolata “Honor Between Thieves”. Poi ho in progetto un western e un musical d’azione, un mix tra Bob Fosse e Sam Peckinpah. Ho sempre desiderato girare un musical…
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