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Ancora una fiction ispirata alla cronaca: dopo "Ultimo" l'attore torna in un tv movie diretto da Michele Soavi, lo stesso regista della "Uno bianca".
Il testimone
Momento magico per Raoul Bova, il volto più noto della fiction italiana. L'attore più amato dal pubblico femminile torna sul piccolo schermo diretto da Michele Soavi in "Il testimone", un tv movie in due puntate in onda alle 21 su Canale 5 il 9 e 10 aprile.
Un altro ruolo importante per Bova che, insieme ad Aisha Cerami ed Ennio Fantastichini, farà conoscere a milioni di italiani la storia vera di Mario Nero, un uomo di Foggia che nel 1992 fu testimone casuale di un omicidio di mafia. Alcuni giorni dopo, inevitabile e coraggiosa la decisione di presentarsi in Questura per identificare il killer. Una testimonianza preziosa, il risultato è la condanna di una cinquantina di criminali. Da allora Nero, proprio come il personaggio interpretato da Raoul Bova, è entrato a far parte con la sua famiglia del Programma Protezione ed è tuttora costretto ad una vita fatta di continui spostamenti, di solitudini, di paure. Nel film di Soavi, prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi per Mediatrade, la storia di Mario Nero è ovviamente modificata (si tratta pur sempre di fiction) e la sceneggiatura si basa sull'omonimo libro di Alfredo Mantovano. Non stupisce che a firmare ancora una volta una fiction di impegno civile siano Michele Soavi e Pietro Valsecchi, un regista e un produttore a cui Mediaset dovrebbe fare ponti d'oro per i record d'ascolti ottenuti: Soavi è un regista in grado di far recitare anche i sassi e Valsecchi, come produttore, non si è mai tirato indietro davanti alle difficoltà legate ai temi trattati dando il massimo impegno. Anche questa volta, c'è da scommeterci, "Il testimone" riuscirà a calamitare l'attenzione e non solo per i begli occhi di Raoul Bova che, prima delle riprese, ha voluto incontrare il vero Mario Nero. "Se io fossi stato al suo posto - ammette l'attore - non so se avrei avuto il coraggio di entrare in un meccanismo del genere che distrugge tutta la tua vita, il tuo passato. Quando entri in un 'programma protezione' sei costretto a vivere con la tua famiglia in squallidi residence, con 1 milione e 800mila lire al mese, e appena stai per ambientarti in un posto devi cambiare città".
Nel tv movie il protagonista è Marco Basile, un veterinario di trent'anni che vive in campagna insieme alla moglie, Claudia (Aisha Cerami), e alla figlia, la piccola Alice (Giulia Lomardi). Il giovane ama moltissimo il suo lavoro, il suo grande sogno è quello di aprire una clinica per animali randagi. Una vita normale, che procede senza scossoni fino al giorno in cui il giovane assiste per caso ad un delitto mafioso. Portando il cane ai giardini, Marco è testimone dell'omicidio di Ugo Militi, un imprenditore noto per essersi ribellato alla mafia, e dopo pochissimo tempo la sua coscienza lo spinge a presentarsi in Questura per dire tutto quello che sa al commissario Fosco (Ennio Fantastichini). Marco non sa che quello è il primo gradino di una discesa verso l'inferno.......
Un ruolo impegnativo per Bova che, evidentemente, adesso segue la stessa regola di Kim Rossi Stuart. Quest'ultimo, per la Uno bianca, ha voluto conoscere i poliziotti Baglioni e Costanza, Bova ha avuto lunghi incontri con Mario Nero per capire come può cambiare la vita di una persona che fa solo il suo dovere. "Devi stare sempre attento al minimo sbaglio - racconta l'attore - e non puoi avere contatti con i tuoi parenti, con nessuno. Se alloggi in un residence, guardato a vista da agenti, sei scambiato per un mafioso e questo è il peggio per uno che ha scelto di collaborare con la giustizia facendo il proprio dovere. E' una spirale da cui è veramente difficile uscire".
Il protagonista de "Il testimone" aggiunge: Quando ho conosciuto Nero, la prima domanda che mi ha fatto è stata "Ma io come mi chiamo?". Non avere più una propria identità o cambiarla periodicamente è un dramma. Una volta quest'uomo è stato fermato in macchina dai carabinieri e ci sono voluti quattro giorni per effettuare tutti i controlli e poter verificare chi era davvero." A sentirlo parlare, è evidente la soddisfazione di Bova per il nuovo ruolo, libero dalle divise del capitano Arcuti de "La Piovra" o del carabiniere di "Ultimo". "La voglia di fare questo personaggio - afferma Raoul - nasce soprattutto dalla voglia di raccontare storie vere e le fiction migliori sono quelle che prendono spunto dalla cronaca. A sottolineare il carattere di fiction-verità è anche Ennio Fantastichini. "I personaggi di questo film - dice l'attore -sono collocati all'interno della realtà, sono tutti personaggi veri, non hanno nulla a che vedere con le famiglie felici degli spot pubblicitari". E infatti, dopo il programma protezione, anche il rapporto fra Marco e la moglie ( da sottolineare il debutto televisivo di Aisha Cerami, figlia dello scrittore Vincenzo e apprezzata attrice teatrale ) non sarà più lo stesso. "E' Chiara - dice la giovane attrice - a vivere tutte le problematiche di questa storia che si riversano sulla famiglia. Fare questo film è stato davvero molto importante perchè mi ha aperto gli occhi, mi ha mostrato un mondo che non conoscevo". Da non dimenticare, infine, che Raoul Bova tornerà ancora sugli schermi di Canale 5. Il prossimo autunno lo rivedremo in "Francesca e Nunziata", con Giancarlo Giannini e Sofia Loren, mentre a giugno inizierà a girare sempre per Canale 5 "San Francesco".
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