E un cinema sul fronte, impegnato politicamente e socialmente, a dominare la 57 edizione del Festival di Locarno. Lurgenza di raccontare le tensioni dei nostri tempi, mette da parte intrattenimento e virtuosismi.In scena, lo spettacolo dellattualita.
E’ un cinema sul fronte, impegnato politicamente e socialmente, a dominare la 57° edizione del Festival di Locarno. L’urgenza di raccontare le tensioni dei nostri tempi, mette da parte intrattenimento e virtuosismi. In scena, lo spettacolo dell’attualità.
Locarno: cinema sul fronteFestival di Locarno
E’ un cinema sul fronte, impegnato politicamente e socialmente, a dominare la 57° edizione del Festival di Locarno. L’urgenza di raccontare le tensioni dei nostri tempi, mette da parte intrattenimento e virtuosismi. In scena, lo spettacolo dell’attualità.
Un viaggio che esplora l’industria dei media, lungo un secolo ed i suoi tentativi di catturare la realtà nelle immagini, e che si snoda attraverso 91 pellicole: a partire da L’Affare Dreyfus di Georges Melies , del 1899, passando poi per grandi classici, come Quarto potere di Orson Welles, ma anche film meno conosciuti, come Invasion Usa (di Alfred E Green) , ricostruzione di una occupazione comunista degli Usa attraverso immagini di repertorio della 2° guerra mondiale, o The Hunting of the President (di Thomason e Perry), cronaca degli intrighi mediatici contro Clinton.
Irruzione della politica anche nel concorso. Il cartellone si riduce, per concentrarsi su 18 pellicole, provenienti da ben 17 paesi, accomunati dall’impegno di interrogare la realtà, come Forgiveness, film sudafricano sul postapartheid, o Black Friday, incentrato su gli attentati di Bombay nel ‘93. L’unico film italiano in concorso, Private, di Saverio Costanzo, racconta il conflitto arabo-israeliano attraverso la metaforica convivenza di due gruppi delle opposte etnie in una casa requisita dai militari.
La vocazione cosmopolita del festival si conferma poi nella sezione “Porte aperte”, dedicata quest’anno alle cinematografie di Mekong, Cambogia, Laos e Vietnam: presentati anche 3 film diretti negli anni ‘60 da Norodom Sihanouk re della Cambogia, il Sihanouk roi cineaste, raccontato nel documentario di J. B. Martin e F. Mitterand (anche questo in rassegna).
Newsfront sconfinerà in Piazza Grande, con titoli forti, tra cui Notebook di Nick Cassavetes (figlio di John), e soprattutto con l’arrivo di Carl Bernstein (uno dei reporter dello scandalo Watergate), per assistere alla proiezione di Tutti gli uomini del Presidente, celebre film di Papula.
E per gli oltre 8000 spettatori che ogni anno raggiungono l’open space del Festival, in programma altri importanti appuntamenti, come la consegna del Pardo d’onore a Ermanno Olmi il 9 agosto (per l’occasione saranno presentati anche alcuni corti del regista, uno dei quali sceneggiato da Pasolini), e l’ omaggio a Marlon Brando, con la partecipazione di Gillo Pontecorvo alla proiezione di Queimada. In chiusura, animazione giapponese con Applesed di Aramaki.
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