Sull’onda del consacrato revival del cinema-musical impostato da Moulin Rouge! e favorevolmente ripreso da Chicago, ecco arrivare sullo schermo una delle glorie della Broadway moderna. Gli spettatori statunitensi attendevano da anni una riduzione cinematografica di Dreamgirls; da anni attendevano di riassaporare le emozioni di un testo vintage ricco di memorabilia anni ‘60-’70, sopravvissuto nella memoria dei più anche per la decisiva interpretazione di Jennifer Holliday. Risultato di questa attesa è stato il successo annunciato del lungometraggio, concretizzatosi al box-office con un posizionamento ancora durevole nella cinquina dei maggiori incassi. Non ultimo deve aver contribuito un repertorio musicale praticamente epocale, che originò dalla rappresentazione live per mano degli autori Henry Krieger e Tom Eyen definendo un periodo e ascrivendosi nell’immaginario pop a venire. L’original cast recording derivata dall’edizione broadwayana stabilì ai tempi altrettanti record di vendita, innescando un serie di ristampe tutt’oggi degnamente stabili negli scaffali. Ma la nuova generazione ha offerto un’eccezionale benvenuto anche alle nuove interpretazioni fornite dal luccicante cast cinematografico. Non stupisce infatti che parallelamente allo sbanco del botteghino il film di Bill Condon si sia imposto anche sul mercato discografico, scalando la classifica Billboard fino alla prima posizione con la sua colonna sonora – che Sony-Bmg propone anche in una cartonata edizione deluxe a due dischi.
Beyoncé Knowles e Jamie Foxx escono vittoriosi dal non facile confronto con le storiche hit spazianti incessantemente dal morbido soul all’esuberanza del rhythm & blues venato di scosse funky, il tutto dominato da un groove tipicamente Disco ’70 – che fu in fondo il genere da battaglia delle Supremes, il trio femminile guidato da Diana Ross a cui la storia fa riferimento. L’ex Destiny’s Child abbandona temporaneamente l’hip-hop e non sfigura alle prese con le ritmiche di “Move” e “Dreamgirls”; la sua estensione spicca comunque nella più confacente “Listen”, brano di punta dell’album debitamente plasmato per la cantante e unico composto appositamente per la pellicola. Foxx non è da meno: anche lui da sempre diviso tra recitazione e canto, conquista degnissimi risultati reinterpretando con forza l’immortale “Steppin’ To The Bad Side” e duettando con la Knowles in “When I First Saw You”. Ma la vera sorpresa sono Eddie Murphy e l’emergente Jennifer Hudson. Se il comico sfodera un imprevisto talento vocale che non teme passaggi arditi dalla verve di “Cadillac Car” al raffinato sentimentalismo di “Patience”, la Hudson – che condivide con la Holliday teatrale non solo il nome ma anche la responsabilità del ruolo più difficile – strabilia, aggiudicandosi parentesi solistiche di primo rilievo come “One Night Only” (di cui è presente anche un’accesa versione disco) e “I Am Changing”.
Quattro voci indubbiamente degne di plauso che fanno della colonna sonora di Dreamgirls un’esperienza gustosamente soddisfacente. Venti brani (aumentati a 36 nella pubblicazione deluxe) che dal 1981 Broadway ha indelebilmente segnato la cultura funky-soul d’oltre oceano e che fuori dai confini natii rimarcheranno finalmente la loro appartenenza ad un pezzo di storia del teatro cantato.

