Nel film vengono raccontati 24 anni di storia che, oltre a modificare l’Iraq, cambiarono le scene politiche internazionali. L’attenzione è, però, concentrata soprattutto sulla vita “privata” del rais, ai rapporti che aveva con il suo entourage. Ossessionato dal potere, è stato un tiranno paranoico che si affidava ai rapporti famigliari per continuare a governare, senza farsi mai nessuno scrupolo. Già nel 1979 quando prese il potere, chiese come prova di fedeltà ai suoi amici di uccidere altri amici, cosicché agli occhi dei nemici diventasse ancora più forte. Hussein era capace di scrivere il Corano con il proprio sangue e poi essere un padre presente e un nonno affettuoso. Dalla prima moglie, la mora Sajida alla seconda, la bionda Samira ha sempre avuto belle donne che invitava a ostentare il lusso. Padre padrone, sceglieva i mariti delle figlie, ma un’unica donna non aveva paura di lui: la madre. Lei, al contrario, esercitava una forte influenza sul figlio.
“Questo è un paese per cui vale la pena di morire”, ripeteva spesso, e così è stato. Le ultime immagini del tv movie, dal ritrovamento nella catacomba che si era costruito per nascondersi, all’impiccagione, scorrono veloci per paura, forse, di farne involontariamente un martire. Affetto da un delirio di onnipotenza, Saddam Hussein è storia del mondo, quello peggiore. Ora anche in tv.
L’appuntamento con questa miniserie che in America e Inghilterra ha ottenuto un successo straordinario è su Sky Cinema 1, il 17 e il 18 marzo alle 21:00.



