Remember Me - la recensione del film
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Remember Me - la recensione del film
di Pierpaolo Festa
L’ultima volta l’abbiamo visto con la pelle molto chiara pronto a salvare la sua Bella dai Volturi. Adesso il ventitreenne Robert Pattinson si è preso una piccola pausa, mettendo da parte i canini finti e le lenti a contatto colorate per cucirsi addosso il ruolo di un giovane ribelle dal cuore troppo grande. Allontanandosi dai non-morti, l’attore interpreta e produce “Remember Me”, dramma sentimentale in cui ha il ruolo di Tyler, un personaggio fin troppo umano da risultare poco credibile. Anche lui, come Edward Cullen, è un solitario sofferente e romantico che non resiste ad innamorarsi di una ragazza più complicata di lui, un angelo dalle ali spezzate che sarà pronto ad accudire.

Il film diretto da Allen Coulter, già regista di “Hollywoodland” (che valse a Ben Affleck la Coppa Volpi a Venezia) soddisferà i fan della “Twilight Saga” e potrebbe perfino essere apprezzato da chi ha giurato di non vedere mai quei film. Perché? Merito soprattutto del cast di supporto composto da Pierce Brosnan (sempre legnoso ma efficace nei pochi momenti in cui riesce a sciogliersi), Lena Olin (anno dopo anno meno presente sul grande schermo) e un impeccabile Chris Cooper (già premio Oscar per “Il ladro di orchidee” e memorabile padre fuori di testa in “American Beauty”).
Robert Pattinson, Emilie de Ravin e Pierce Brosnan in
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Il setting è quello di una New York che da tempo non si vedeva così cupa e sporca, e la messa in scena indie contribuisce ad aumentare il fascino della storia. Ed è così che il film tiene il ritmo per gran parte del tempo. Il protagonista ce la mette tutta per dimostrare che questo è il suo ruolo, ma il più delle volte lo vediamo in preda a “recitazione al rallenti”: in diverse sequenze eccolo esprimersi e muoversi con qualche secondo di troppo, una scelta registica per accentuare la malinconia del personaggio, ma che alle lunghe può anche risultare fastidiosa. Meglio Emilie de Ravin, più a suo agio col ruolo di una ragazza che è stata travolta dalle tenebre ma che è riuscita a rimanere pura. Coulter piazza lo spettatore davanti alle famiglie dei due protagonisti e le dinamiche tra padri e figli sono il tema più interessante di questo film, messe in scena con buone soluzioni di sceneggiatura per entrambi i protagonisti. Detto questo, non rimane molto, perché siamo davanti all’ennesimo dramma sentimentale con un colpo basso di troppo.

Eh.. già perché rivelare il finale di “Remember Me” sarebbe come se qualcuno vi raccontasse l’ultima sequenza de “Il sesto senso” – e dunque noi non lo faremo – ma ci limitiamo a dire che gli ultimi cinque minuti della pellicola sembrano appiccicati al film con la supercolla. Una scelta last minute che definire inutile è un eufemismo e che lascia a chi sta a guardare una sensazione di essere stato preso in giro. Forse certe tematiche possono riuscire ad intenerire i cuori d’oltreoceano, ma si poteva benissimo evitare questo risvolto d’attualità del film. Un vero colpo basso, uno di quelli più fastidiosi visti ultimamente nelle sale.
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Emilie de Ravin
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sabato 3 aprile 2010
ore 13:40
mercoledì 31 marzo 2010
ore 19:28