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Ulisse

Ulisse. Il mio nome è Nessuno

L'Odissea, il più classico dei capolavori omerici, diventa una serie animata. Che ci racconta l'autore, Luciano De Crescenzo.

19.05.2009 - Autore: Rossana Cacace
Presto sugli schermi di Raidue avremo l'occasione di vedere l’entusiasmante avventura di Ulisse-Il mio nome è nessuno. Il cartone, prodotto da Raifiction in collaborazione con Eurocartoons, è ispirato al lavoro di Luciano De Crescenzo, che trasformandosi in un moderno aedo (gli antichi narratori), ha voluto raccontare questo capolavoro anche ai più giovani, traducendolo, dopo vari libri, anche in un cartone animato.

Il protagonista è, naturalmente, Ulisse, l'eroe per antonomasia, che vedremo impegnato in un lungo viaggio intrapreso per tornare alla sua amata terra, Itaca, che è poi la metafora della faticosa ricerca di se stessi. Attorno al nostro eroe ci saranno tanti nuovi amici, che condivideranno con lui peripezie, onori e gloria di una spedizione davvero appassionante. Non possono mancare le varie divinità greche che, secondo la mitologia, invece di godersi in tranquillità la pace del sacro monte Olimpo preferiscono ficcare il naso nelle vicende degli esseri umani. Li vedremo schierarsi a volte a favore e altre volte contro il coraggioso Ulisse e i suoi compagni. Gli dei omerici, si sa, sono particolarmente capricciosi. Tra questi citiamo Poseidone, che si rivelerà acerrimo nemico di Ulisse, e la sua protettrice per eccellenza Atena, la dea del pensiero, nata dalla testa di Zeus.

Luciano De Crescenzo ha parlato in anteprima di questa sua nuova creatura al Festival dell’Animazione di Positano, che si è svolto tra il 27 aprile e il 1 maggio scorsi. ‘Non è difficile spiegare la mitologia greca ai bambini. Ulisse era un eroe che in realtà non voleva essere un eroe. Infatti, pur di non andare in guerra, la famosa guerra di Troia, si finse pazzo e si mise ad arare i campi. Smise solo quando i suoi concittadini posero il figlioletto davanti all’aratro e fu costretto a fermarsi, svelando così di essere ancora sano di mente’. De Crescenzo, che sottolinea di amare il personaggio di Ulisse perchè simbolo della curiosità e della sete di conoscenza, ha quindi concluso il suo intervento dicendo: ‘Omero scrisse l’Odissea perché gli antichi greci non sapevano cosa fare, non c’era la televisione. In compenso c’era un aedo che raccontava una storia in cambio di una cena gratis. Per questo i racconti di Omero non finivano mai, perchè quanto più duravano, tanto più si era sicuri di avere lo stomaco pieno’.

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