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Stasera in TV, 17 febbraio: Jude Law mai così seducente in Alfie

Un dongiovanni moderno per un gradito ritorno del personaggio che fece la fortuna di Michael Caine

17.02.2017 - Autore: Mattia Pasquini (Nexta)
Un confronto duro per Jude Law quello con il fascino di Michael Caine, protagonista del film originario del 1966. Ma un successo personale per il bravo interprete londinese, che nell'Alfie di Charles Shyer regala una prova convincente e fascinosa (anche per la presenza della sempre splendida Susan Sarandon)… Come anche nel successivo Sleuth - Gli insospettabili del 2007.

Il film. Alfie è un attraente dongiovanni dei nostri giorni, sempre circondato da donne che ama sedurre e abbandonare. Un giorno però si trova a dover fare i conti con la realtà e con le conseguenze della sua condotta superficiale.



Dietro le quinte. Avevamo detto in passato dei dubbi che avevano 'rischiato' di farci vedere Ewan McGregor al posto di Law nel ruolo principale, per altro vestito con abiti per il quale il regista si ispirò a quelli dei Beatles di Tutti per uno (1964). In quel caso, probabilmente, nemmeno la vespa di Alfie sarebbe stata la stessa, visto che per il film era stata pitturata di blu e bianco in onore della squadra del cuore dell'attore, il Tottenham Hotspur.

Perché vederlo. Per quanto l'obbligo a seguire un percorso già indicato - quello del primo Alfie, che valse a Caine la sua prima nomination all'Oscar - vedere un Jude Law così conquistato dal suo personaggio non può non avere un suo piacere… Negativo, a suo modo, superficiale e misogino, il ragazzo va preso per quel che è, senza arenarsi su pregiudizi o prenderlo sul serio affossandolo di critiche bigotte e fuori luogo per una commedia dolce-amara, ma insieme leggera ed elegante. In fondo è lui (e le splendide attrici fattesi volontariamente 'prede') il fulcro del film, che abdica per lui a un maggiore sforzo narrativo.



La scena da antologia. Quella in cui Alfie descrive il momento del 'O-oh'… In cui racconta la sua relazione con Nikki (Sienna Miller), un rapporto basato sull'estrema superficialità e narcisismo di entrambi che trova il giusto stile nella scelta di raccontarlo come fosse un reportage di moda, con i frame composti da più inquadrature e un ritmo da backstage. Un reel che mostra due bellezze perfette, impeccabili nei loro vestiti e nelle pose, mai del tutto naturali, una giostra vuota che si inceppa nel momento dell'O-ho. Ovvero il momento, spiega in sostanza Alfie, in cui l'altro fa qualcosa che ti dà talmente fastidio da farti intravedere già la fine del rapporto. Una frazione di secondo, un'esternazione sgradevole che basta a distruggere senza possibilità di riscatto i molto volatili sentimenti. L'ennesima manifestazione di un uomo incapace di veri legami perché innamorato solo di se stesso.

I Premi. Mentre il suo predecessore del 1966 aveva raccolto ben cinque nomination agli Oscar, per il film del 2004 - al netto di un buon numero di candidature a premi più o meno importanti - le soddisfazioni vennero dalla Canzone Originale "Old Habits Die Hard" di Mick Jagger & David A. Stewart: vincitrice ai Golden Globe, ai Broadcast Film Critics Association Awards, ai Gold Derby Awards, ai Las Vegas Film Critics Society Awards, ai World Soundtrack Awards e per la Online Film & Television Association.

Dove e quando. Alle 23.00 su Paramount Channel, canale 27 del digitale terrestre e della piattaforma satellitare TivùSat.