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Scooby Doo
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Scooby-doo

Campione d'incassi ai botteghini americani, il film è ben ambientato in un mondo favoloso che mostra in continuazione la sua controparte.

12.04.2007 - Autore: Matteo Nucci
È dal 1969 che il cartone animato di Scooby-Doo va in onda. Trecentodieci episodi prodotti e trasmessi in tutto il mondo, mentre oggi, negli Stati Uniti, ogni settimana, il sabato mattina, una media di due milioni di spettatori si sintonizzano su Cartoon Network per seguire la serie. Una grande responsabilità portare il cartone sul grande schermo, trasformando i classici episodi di trenta minuti in una versione da novanta, dove esseri umani tentano di riproporre i caratteri dei mitici personaggi di Hanna-Barbera, mentre un pupazzo computerizzato scodinzola, guaisce, chiacchiera e impazzisce per un hamburger come Scooby-Doo In effetti, i conti non tornano. A cominciare dalla storia che, per necessità, non poteva certo ridursi alla tipica soluzione del caso. I componenti della Mystery Inc., abitualmente uniti nonostante tutto e tutti, si dividono improvvisamente. Fred (Freddie Prinze Jr.), Daphne (Sarah Michelle Gellar) e Velma (Linda Cardellini) decidono infatti di abbandonare lorganizzazione poiché ritengono di poter più facilmente risolvere i misteri in proprio, mentre Shaggy (Matthew Lillard) e Scooby-Doo rimangono i depositari del nome e della celebre camionetta (di cui sono presentati interni in stile anni 70), nonostante rifiutino di appassionarsi a qualsiasi caso associabile allaggettivo spooky (spettrale, terrorizzante). Saranno allora i non chiari intenti del possessore (Rowan Atkinson) di unisola parco giochi non a caso chiamata Spooky Island a riunire la Mystery Inc. per la soluzione dellennesimo caso. La scelta di attori che riuscissero perlomeno ad assimilarsi ai noti personaggi mette in risalto il ruolo di Atkinson, mentre il mondo tetro di mostri e cupi prodigi, con la velocità delle scene e lestrema ricchezza di sorprendenti trovate, tiene in sospeso il pubblico. Ma il tentativo di trarre un film dal cartone (che porta addirittura a creare incomprensioni fra Shaggy e Scooby-Doo) si scontra con la maggiore delle contraddizioni. Il film è chiaramente diretto a un pubblico che non supera i dodici anni e che può essere colpito dallironia semplice e immediata di sorprese e di un senso del grottesco molto spontaneo. Gli adulti appassionati al più raffinato humor del cartone non possono che tornare a casa a mani vuote. I giovanissimi invece si divertiranno forse anche per la battaglia di peti e rutti che Scooby-Doo e Shaggy ingaggiano verso la metà del film. Campione dincassi ai botteghini americani, il film è ben ambientato in un mondo favoloso che mostra in continuazione la sua controparte. Raja Gosnell, regista di commedie di successo, come Big Mama, dirige giovani che imitano disegni, nei caratteri più adeguati, secondo il produttore Charles Roven perché sa come trarre il meglio da loro per farli amare dal pubblico. Un pubblico circoscritto, indubbiamente.  
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