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Ryan Gosling finalmente a Venezia: “Il primo uomo racconta un'impresa umana”

La star arriva al Lido con il regista Damien Chazelle per il film di apertura, la storia del primo uomo sulla Luna

29.08.2018 - Autore: Marco Triolo
Sorride gigione Ryan Gosling, quando incontra la stampa in occasione della presentazione de Il primo uomo, il biopic di Neil Armstrong che apre Venezia 75. E in cui si riunisce al regista di La La Land, Damien Chazelle, che lo accompagna insieme alle star Claire Foy e Jason Clarke. Quando gli chiedono come si scelga i registi, risponde: “Guardo soprattutto i capelli”, scatenando le risate di una platea che è ipnotizzata dal suo star power. Utile a presentare un film che, pur essendo una grande produzione, punta tutto sul lato umano del suo protagonista per raccontare l'intimità di un'impresa gigantesca come atterrare sulla Luna.
 
Chazelle ci tiene a sottolineare: “I miei film precedenti erano tratti da esperienze di prima mano, questo invece è lontanissimo dalla mia esperienza e da quella della maggior parte delle persone. Ho dovuto trovare un modo per relazionarmi. Neil si sublimava nel suo lavoro e lo usava per elaborare i propri sentimenti, questo lo potevo capire. Ma il film è stata anche un'occasione per mettersi nei panni di una persona molto diversa in un'epoca diversa e renderlo comunque un lavoro personale. Spero che abbia il sapore di un filmato casalingo che per puro caso include anche un viaggio sulla Luna”.
 
Ryan Gosling, che per La La Land non era giunto al Lido (stava girando Blade Runner 2049), interviene per dire che, sostanzialmente, la pensa allo stesso modo. “Per prepararmi al ruolo ho preso lezioni di volo. Quando l'istruttore mi ha chiesto di eseguire uno stallo controllato, proprio in quel momento mi sono reso conto che c'era una ragione per cui Neil Armstrong era diventato uno dei più grandi piloti di sempre e io no. Un astronauta è una persona che entra volontariamente in un aereo mai testato e lo porta al punto di rottura solo per portare avanti la nostra conoscenza dell'aviazione. Io sono molto diverso e ho dovuto riconoscere questa differenza per interpretarlo”.
 
“Siamo cresciuti con le immagini iconiche dell'allunaggio e lo diamo per scontato”, continua Chazelle. “Mi affascinava l'idea di scoprire cosa ci fosse dietro, il percorso per realizzare questa idea incredibile”. “Ho visto alcuni dei moduli originali e mi sono reso conto di quanto fossero piccoli. Questo mi pareva un aspetto interessante da esplorare. Era come volare in scatolette di latta”.
 
Un'impresa che, per Gosling, non appartiene solo agli Stati Uniti ma a tutta l'umanità. “Neil era una persona estremamente umile, ci teneva a spostare spesso l'attenzione da sé alle persone che avevano reso possibile la missione. Non credo si vedesse come un eroe americano e volevamo che il film riflettesse questo: una storia che per un breve attimo unificò il mondo e che fu considerata un traguardo umano”.

Il primo uomo arriverà in Italia il primo novembre, distribuito da Universal.

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