La solitudine dei numeri primi - la recensione del film

La Solitudine dei Numeri Primi - Locandina
  • La solitudine dei numeri primi - la recensione del film

    “La solitudine dei numeri primi” è arrivata in Laguna, preceduta dalle attese di chi aveva apprezzato il best seller del giovane Paolo Giordano e di chi riponeva speranze nel lavoro molto interessante di Saverio Costanzo. Le cose non sono però andate evidentemente per il verso giusto perché il film purtroppo ha deluso e a tratti addirittura infastidito. Al centro dell’intreccio drammatico, Alice e Mattia, le cui vite sono state brutalmente dirottate nell’infanzia. In modo complementare i due sono stati menomati, lei fisicamente, lui psicologicamente, ma nella loro solitudine si sono incontrati. La storia di per sé molto cupa, nel riadattamento stravolge l’ordine degli eventi procedendo avanti e indietro tra i diversi piani temporali e svelando i rispettivi drammi poco a poco. E fin qui tutto bene.

    A non funzionare però sono i registri narrativi e l’indecisione da parte del regista di imboccare una via definita pur esponendosi pericolosamente. Se nei primi minuti il film sembra avviarsi con sicurezza negli spazi del thriller, improvvisamente sembra preferire l’horror, per poi ingranare la retromarcia verso il dramma borghese, senza disdegnare la fantascienza. L’uso di una colonna sonora eccessiva sfiora in certi momenti il crimine e respinge lo spettatore chiudendosi nell’anaffettività dei personaggi, nel loro disagio tradotto in maniera schematica in un linguaggio cinematografico che sceglie l’artificio per rappresentare il dolore, e nel tentativo di scartare il rischio drammone scivola nell’irrealtà quasi grottesca.

    Il risultato è indigesto e il lavoro impressionante che gli attori Alba Rohrwacher e Luca Marinelli hanno fatto sui loro corpi svanisce nella sperimentazione presuntuosa o confusa (beneficio del dubbio) che punta all’autorialità sprecando materiale umano e narrativo. Ma perchè? 

TRAMA

1984, 1991, 1998, 2007. Lungo questi anni le vite di Mattia e Alice scorrono parallele senza mai riuscire a congiungersi. Due infanzie difficili, compromesse da un avvenimento terribile che segnerà le fragili esistenze dei... LEGGI TUTTO...

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COMMENTI:
  • bruna
    giovedì 16 settembre 2010
    ore 14:39
    ho vito ieri sera il film e sono uscita con un grosso peso sullo stomaco. Ho letto precedentemente il li bro: è abbastanza fedele,ma Costanzo ha girato a volte con molta lentezza!! Capisco che avrà voluto mettere in grande evidenza il problema dei numeri primi,ma forse un tocco di leggerezza in alcuni momenti non guastava. E' un film che si ricorserà nel tempo, pur mangtenendo questo alone di tristezza. Perlomeno non c'è violenza,sesso a tutti i costi e parolacce. Ma quando i registi capiranno di non girare più film VIOLENTI - VOLGARI E SESSUALMENTE SPINTI??? Non parla una puritana,ma mi sembra che stiamo sempre più scendendo in basso. IDEM DICASI PER LA TV Scusa l'ultimo sfogo e complimenti ancora per la possibilità che ci dare di esprimere il ns parere. A presto Bruna
  • Gaetano
    martedì 14 settembre 2010
    ore 2:23
    Mai sperimentate così tanta ansia e sofferenza fisica guardando un film. Non riuscivo a star fermo nella comoda poltrona del cinema. Sin dall'inizio esplode una musica dai connotati horror, forte, intensa, vigorosa; si agitano maschere, mostri, luci cupe, fari. La storia di due coetanei Mattia e Alice, due numeri primi, solitari per definizione, destinati a non incontrarsi mai. Per la recensione intera: minuscolospaziovitale.blogspot.com

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