L'uomo che verrà  informazioni

IL TRAILER

Trailer L'uomo che verrà

Inverno, 1943. Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna, è l'unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica a sopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta. I mesi passano, il bambino cresce nella pancia della madre e Martina vive nell'attesa del bimbo che nascerà mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.

L'uomo che verrà
  • L'uomo che verrà INFORMAZIONI

  • TITOLO: L'uomo che verrà
  • TITOLO ORIGINALE: The Man who will come
  • GENERE: Guerra, Dramma
  • ANNO DI PRODUZIONE:
  • NAZIONE: Italia
  • DISTRIBUZIONE: Mikado
  • DURATA: 117 minuti
  • ANNO DI DISTRIBUZIONE:
  • DATA DI USCITA:

REGIA e CAST

TRAMA

Inverno, 1943. Martina, unica figlia di una povera famiglia di contadini, ha 8 anni e vive alle pendici di Monte Sole. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. La mamma rimane... LEGGI TUTTO...

RECENSIONE

A Marzabotto, circa 30 kilometri a sud ovest di Bologna, tra il 29 Settembre e il 5 Ottobre 1944 si consumò una delle peggiori stragi di innocenti della storia della seconda guerra mondiale. Per vendicarsi degli attacchi dei partigiani della zona, i nazisti uccisero circa 770 persone,... LEGGI TUTTO...

IL CAST

GLI ARTICOLI

COMMENTI:
  • rogermoore
    domenica 7 agosto 2011
    ore 23:34
    l'ho visto stasera e la mia prima impressione è di insufficienza tecnica: non basta avere un'ottima motivazione cinematografica come può essere la necessità della memoria storica. Bisogna avere degli attori veri, avere una regia decisa e un montaggio coerente. Non si può avere una fotografia stile sfondo di Windows con colline e bambine vestite di bianco o cavarsela con frasi sui movimenti degli uccelli nel cielo, bisogna portare avanti un discorso. Il film si perde in troppi discorsi, è troppo legnoso e diventa metaforico nell'ostinazione di non far vedere il sangue. Siamo sicuri che il tenersi distaccati dalla realtà dell'evento in maniera così chirurgicamente sterile e dilettantesca non offenda la realtà delle cose favorendo invece una facile poetizzazione da parte degli amanti della retorica?
  • giulio
    lunedì 9 novembre 2009
    ore 11:14
    il film sembra bello,ma la pronuncia del dialetto è ridicola. che senso ha usare due attrici pur brave come la sansa e la rochwacher e farle recitare in una lingua così estranea,potevano usare almeno attrici emiliane. fanno ridere peccato

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