Nel 1947, due facoltosi coniugi americani in crisi provenienti da New York, lui Port Moresby, musicista a corto d'ispirazione, lei Kit, scrittrice ormai priva d'inventiva, intraprendono un viaggio in Africa, con l'amico George Tunner che va in cerca di avventure, mentre essi sperano che un qualche cosa li aiuti a uscire dalla loro crisi coniugale. Sono sposati da dieci anni e si vogliono ancora bene, nonostante un raffreddamento nei rapporti, che li ha indotti a dormire in camere separate. Alloggiati con Tunner nell'entroterra di Tangeri, in un albergo che la guerra ha ridotto al degrado, Port e Kit finiscono con concedersi entrambi un diversivo extra coniugale.
Un mio commento al film:
“Il tè nel deserto”
Il sole scrive nel deserto la sua astuzia
e il nulla dell'uomo è clandestino in natura.
L’amore ci brucia dentro
L’amore è un turbante dell’odio
L’amore è immenso come il respiro
L’amore ci asciuga una volta sola…
La sabbia scrive nel visibile la sua esistenza
e l’uomo al di là dell’ombra
al di là dell’amore perduto
bussa alla porta degli amanti
immaginati.
Viviamo nel nulla
e il tè soggiorna i nostri accesi ricordi
di quando amare era…
Per noi il sol vivere!
Di Maurizio Spagna
L’ideatore
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-
martedì 9 marzo 2010
ore 20:49