Il pescatore di sogni - la recensione del film

Il pescatore di sogni - Locandina
  • Il pescatore di sogni - la recensione del film

    Quando ha a disposizione una sceneggiatura che funziona, Lasse Hallström sa ancora realizzare cinema di alto livello. In carriera ne ha fatti di film scentrati o melensi, ma è anche saputo arrivare al cuore del grande pubblico con prodotti di valore e dalla messa in scena inattaccabile, come “La mia vita a quattro zampe”, “Le regole della casa del sidro” o “Chocolat”. Questo suo ultimo “Il pescatore di sogni” può essere senz’altro annoverato tra i suoi sforzi più riusciti, in quanto coniuga con perfetto equilibrio storia e messa in scena.

    Alla base di tutto c’è il romanzo di romanzo di Paul Torday, adattato per il grande schermo da quel Simon Beaufoy che negli ultimi anni si è dimostrato uno degli sceneggiatori più affidabili e “furbi” del panorama internazionale (ha scritto “The Millionaire” e “127 ore”). In questo caso lo scrittore costruisce una narrazione piuttosto classica ma perfettamente funzionale allo sviluppo dei caratteri dei personaggi principali, delineati con enorme lucidità. Soprattutto la figura di Alfred Jones, il saccente esperto di pesca che metterà nel progetto di portare i salmoni nello Yemen molto più di quanto avrebbe immaginato, è un piccolo gioiello di simpatia e umanità trattenuta, un personaggio dolcissimo e gentile, a cui è impossibile non affezionarsi. A dargli volto e profondità emotiva un Ewan McGregor che, dopo la bellissima prova d’attore in “Beginners” (inedito in Italia, qui la nostra recensione), conferma di stare attraversando un momento di grande creatività che potrebbe finalmente proclamarlo come attore definitivamente maturato. Il ruolo di Jones rispetto al libro è stato appositamente ringiovanito da Beaufoy per permettere a McGregor di interpretarlo, e la scelta si è rivelata più che azzeccata. Accanto all'interprete di “Trainspotting”, una Emily Blunt che nella prima parte del film, quella più comica, è come sempre spassosa. Man mano che la storia diventa più malinconica e romantica, poi, l’attrice riesce a trasformarsi in solida e commovente spalla per il processo di cambiamento del suo partner sul grande schermo. A completare il cast una Kristin Scott Thomas finalmente tornata in abiti più leggeri e la buona presenza scenica della star egiziana Amr Waked.

    Con questo eccellente materiale a disposizione Lasse Hallström ha costruito un film genuinamente romantico, molto fluido nella narrazione ed elegante nella messa in scena, grazie anche alla bella fotografia di Terry Stacey. Soprattutto le parti ambientate in Scozia e nello Yemen (in realtà girate in Marocco) riservano agli spettatori immagini di grande impatto visivo. “Salmon Fishing in the Yemen” dimostra ancora una volta che il cinema di sentimenti, quando ideato e realizzato con ingegno e competenza, non deve per forza risultare melenso. L’ultima fatica del regista due volte candidato all’Oscar è un film romantico ma non inutilmente zuccheroso, capace di intenerire e conquistare con una qualità troppo sottovalutata come la dolcezza.

    di Adriano Ercolani
     

TRAMA

la storia del dottor Alfred Jones, uno scienziato introverso che lavora per il Ministero della Pesca e dell'Agricoltura britannico. Il suo mondo, fatto di un lavoro ormai monotono e un matrimonio stagnante, è improvvisamente... LEGGI TUTTO...

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