Greta Garbo Biografia
In seguito si iscrive all'Accademia di Arte Drammatica, per esser poi notata dal regista Mauritz Stiller, che lancerà la Garbo come protagonista del film "La leggenda di Gösta Berling" 1924. Risale inoltre a questo periodo il cambiamento di nome dell'attrice che, sotto la spinta sempre di Stiller, abbandona il difficile cognome Lovisa Gustafsson per diventare definitivamente Greta Garbo.
Nel 1925 viene chiamata in Germania per interpretare il film "La via senza gioia" di Georg W. Pabst. Diventa una star e il produttore americano Louis B. Mayer, il capo della Metro Goldwyn Mayer, le offre un contratto quinquennale. Greta si trasferisce ad Hollywood, e dal 1927 al 1937 l'attrice interpreterà una ventina di film in cui rappresenta donne seduttrici dalla vita tormentata, tutte destinate a una fine tragica. Immediatamente conquista le platee di tutto il mondo, diviene una vera star, e i suoi innumerevoli fans non esitano ad attribuirle l'appellativo di "Divina".
Non sopporta lo "Star System", a cui non si piegherà mai, detesta la pubblicità, odia le interviste e non sopporta la vita mondana. Proprio la sua riservatezza farà nascere la leggenda "Garbo". Il suo travolgente fascino, la sua innata eleganza e la sua sensibilità d'interprete, vengono espressi in indimenticabili pellicole, tra le quali ricordiamo "Anna Christie" (1930) di Clarence Brown, "Mata Hari" (1931), "Grand Hotel" (1932) di Edmund Goulding e "Margherita Gauthier" (1936) di George Cukor.
Affronta con eleganza e ironia anche il genere della commedia, interpretando l'indimenticabile "Ninotchka" (1939) di Ernst Lubitsch. Dopo alcuni flop la Garbo abbandona per sempre il cinema proteggendo fino alla fine la sua vita privata da giornalisti e da fotografi.
Nel 1954 le viene assegnato l'Oscar alla carriera ma l'attrice non si presenterà alla cerimonia del ritiro. Muore a 84 anni, il 15 aprile 1990.
FILMOGRAFIA
- 1939 - NINOTCHKA
- 1936 - MARGUERITE GAUTIER
- 1934 - IL VELO DIPINTO
- 1932 - GRAND HOTEL
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