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Uno dei soprannomi che Leonardo di Caprio si porta dietro fin dall'infanzia è 'the noodle' cioè 'testa dura'. Per una serie di scelte artistiche poco condizionate da box office e gusti del pubblico

Leo the noodle

Uno dei soprannomi che Leonardo di Caprio si porta dietro fin dall'infanzia è 'the noodle' cioè 'testa dura'. Per una serie di scelte artistiche poco condizionate da box office e gusti del pubblico

 

Galleria degli Uffizi, Firenze. Non appena posò gli occhi su una tela di Leonardo da Vinci, la bella Irmalin sentì il suo bambino agitarsi in grembo. Fu in quel preciso istante che ne scelse il nome di battesimo: Leonardo Wilhem Di Caprio, di madre tedesca e padre italiano. Il suo primo agente lo avrebbe chiamato volentieri Lenny Williams, nome qualunque per un giovane attore ancora alle prime armi. Ma Leonardo non era un ragazzino come tutti gli altri. Fiero delle sue origini, volle conservare il suo nome per intero con la convinzione che quel Di Caprio (così simile ai vari De Niro, Pacino e Coppola) gli avrebbe portato fortuna.

Grazie alle conoscenze del padre, scrittore e disegnatore di fumetti underground, Leo muove i primi passi nel mondo dello spettacolo partecipando a spot pubblicitari, sceneggiati e film tv (“Genitori in blue jeans”, tanto per citarne uno). Il suo sguardo da scanzonato principe azzurro mandava in tilt le adolescenti di mezzo mondo: copertine, servizi fotografici, popolari show televisivi.

Nel 1993 partecipa al provino per “Voglia di ricominciare” (This Boy’s Life) di Michael Caton Jones. Spirito ribelle e assoluta mancanza di soggezione permettono al diciannovenne ‘ultimo arrivato’ di tener testa ad un mostro sacro come Robert De Niro. Il film conquista ottimi riscontri da parte della critica tanto che, lo stesso anno, Di Caprio ottiene una scrittura nella pellicola di Lasse  HallstromBuon compleanno mr Grape (What’s Eating Gilbert Grape), al fianco di Johnny Depp e Juliette Lewis. Nel difficilissimo ruolo del ritardato mentale, l’attore ottiene la sua prima candidatura ai Golden Globe come miglior interprete non protagonista.

Senza elencare la lunga lista delle pellicole cui prese parte, possiamo affermare con certezza che le scelte artistiche di Leonardo Di Caprio non sono condizionate né dal box office né dai gusti del pubblico. Quel che conta è il valore della sceneggiatura e l’intensità del personaggio. Non per niente il soprannome che si porta dietro fin dall’infanzia è ‘Leo the noodle’ cioè Leo testa dura…

Dopo il successo di The Departed (terzo lavoro al fianco di Martin Scorsese dopo  “Gangs of New York e The Aviator), l’attore si trova in Mozambico sul set di “The Blood Diamond” di Edward Zwick. Tra i progetti annunciati “The Chancellor Manuscript”, tratto da un romanzo di Robert Ludlum; “Blink” di Sthephen Gaghan e Vivek Sharma e la trasposizione cinematografica della biografia di Theodore Delano Roosevelt per la regia di Scorsese.




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