The Town

TRAMA
The Town - Locandina

Ogni anno a Boston ci sono più di 300 rapine in banca e la maggior parte dei rapinatori vive in un quartiere di un miglio quadrato chiamato Charlestown. Uno di loro è Doug MacCray (Ben Affleck), ma è diverso da tutti gli altri ladri, ha avuto un'occasione per evitare di seguire il percorso criminale di suo padre, ma poi è diventato il capo di una banda di rapinatori spietati, che si vantano di prendere quello che vogliono e di uscirne sempre puliti. Sono loro l'unica famiglia di Doug e Jem (Jeremy Renner), malgrado il carattere duro e suscettibile, è praticamente un fratello. Le cose però cambiano con l'ultima rapina, quando Jem prende in ostaggio per breve tempo la dirigente di banca Claire Keesey (Rebecca Hall). Quando scoprono che anche lei vive a Charlestown, Jem diventa nervoso e vuole scoprire cosa la donna possa aver visto.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Town
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
125 min.
USCITA CINEMA
08/10/2010
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2010
RECENSIONE

La buona notizia di questa giornata di pioggia a Venezia È che quello per Ben Affleck regista non era un amore passeggero. Seppur Fuori Concorso, il suo “The Town”,
porta il grande cinema al Lido, con una pellicola di genere ma
personale che conferma la bontÀ della scelta di passare dietro la
macchina da presa. Con lui torniamo alla sua Boston, la cittÀ che
registra il numero piÙ alto al mondo di rapine, e in particolare andiamo
a Charlestown, quartiere vivaio di molti criminali. Nel corso
dell'ennesima rapina in banca una banda prende in ostaggio Claire (Rebecca Hall).
Il colpo va a segno, la ragazza viene liberata, ma quando l'FBI prende
in mano le indagini la sua testimonianza potrebbe rappresentare un
problema, cosÌ Doug, uno dei rapinatori interpretato dallo stesso
Affleck, decide di avvicinarla intrecciando con lei una relazione che
cresce insieme al desiderio di affrancarsi dal giro.



Il modo in cui Affleck sceglie di mettere in scena questo poliziesco
sentimentale parte proprio dalla caratterizzazione di una cittÀ che
rappresenta una radice forte e allo stesso tempo una condanna da
scontare. La cittÀ funziona come un personaggio vero e proprio e pur
rimanendo sullo sfondo agisce sugli altri personaggi dettando regole. La
scrittura robusta di una storia che si muove nell'immaginario
conosciuto delle grandi rapine che hanno avuto fortuna negli anni
Settanta trova il migliore sfogo nel dramma di chi vuole ancora credere
nel sogno americano. Il pessimismo totale di “Gone Baby Gone”,
lascia quindi in questo caso spazio alla speranza, e a differenza del
bellissimo esordio formalmente piÙ complesso, spigoloso e nero, sceglie
di tradursi in una narrazione classica che guarda tanto al cinema di Clint Eastwood. Il cast che conta anche su Jeremy Renner, Jon Hamm, Pete Postlethwaite, Chris Cooper (piccolissimo ma molto incisivo il suo ruolo) e Blake Lively,
risponde all'appello e contribuisce a disegnare un coro perfettamente
integrato in una storia che sa misurare con sapienza, rigore e senso
morale gli elementi a disposizione e ha il merito di non scadere mai
nell'americanata. Chi spara dovrÀ risponderne punto e basta. Le sequenze
delle rapine e dell'assedio confermano poi che Affleck ha davvero un
controllo precisissimo del mezzo oltre che della scrittura e un gusto
nettissimo anche nell'uso del sonoro che predilige il realismo all'epica
e che non cerca di indurre all'emozione ricorrendo a trucchetti.



Veramente un bello spettacolo. Forse il migliore di questo Festival.