The Possession

TRAMA
The Possession - Locandina

Per la famiglia Brenek la discesa nel terrore inizia al tipico mercatino domenicale di quartiere. Il neo-divorziato Clyde (Jeffrey Dean Morgan), sta ancora abituandosi alla sua nuova vita senza l'ex moglie Stephanie (Kyra Sedgwick) e non vede motivo di allarme quando la loro figlia minore Em (Natasha Calis) è attratta da una misteriosa scatoletta con delle indecifrabili inscrizioni e decide di acquistarla. Ma appena lo fa, cominciano a verificarsi degli avvenimenti inquietanti. Em è sempre più ossessionata dalla scatoletta, al punto di portarla con se ovunque. Comincia a comportarsi in modo sempre più oscuro e pericoloso. Ma, per quanto ci provi, Clyde non riesce a separare la figlia dalla scatola, neanche quando Stephanie si convince che l'oggetto la stia facendo impazzire. Perseguitati da una serie infinita di eventi inquietanti e inspiegabili, la famiglia comincia a dissotterrare la verità di ciò che sta veramente accadendo: hanno aperto la scatola di un Dibbuk, spirito maligno di cui narrano antiche leggende ebraiche, fino a quel momento intrappolato nel contenitore.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Possession
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
M2 Pictures
DURATA
92 min.
USCITA CINEMA
25/10/2012
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2012
RECENSIONE

L'esorcista non vietato ai minori. Quaranta anni dopo, il film di Friedkin continua a fare storia, omaggiato, duplicato e scimmiottato. E' il caso di The Possession, horror prodotto da Sam Raimi e declinato in chiave ebraica con i protagonisti che scatenano le ire di demoni intrappolati nella terribile scatola Dybbuk, apparentemente innocua (ha il look di una di quelle scatole che racchiudono bottiglie di vino), ma una volta aperta in grado di spalancare le porte dell'inferno.

Una bambina viene posseduta. Una famiglia già separata rischia di essere distrutta per sempre. Per salvare la piccola, il pater familias (Jeffrey Dean Morgan, il sosia di Bardem) dovrà rivolgersi a un coraggioso rabbino interpretato dal musicista reggae Matisyahu. “PG-13” ovvero il nemico più grande del genere horror oltreoceano: la sigla che negli USA indica il divieto ai minori di tredici anni non accompagnati. La censura che uccide qualsiasi speranza di disturbo visivo e abbassa il volume della paura. Succede in The Possession, salvato dalla buona regia del danese Ole Bornedal che gioca sulle atmosfere cupe sottolineando il male che serpeggia tra i protagonisti, inquadrando i loro ambienti dall'alto e affidandosi a tanti silenzi.

Il film diventa più interessante nella parte finale, quando l'horror esplode almeno un po' con un'unica scena gore e con l'esorcismo vero e proprio che però somiglia troppo a un videoclip. L'augurio è quello che Sam Raimi lasci andare la sua “abilità" da produttore di horror con la h minuscola per tornare al genere catturandolo direttamente con la sua macchina da presa. Come ha già fatto qualche anno fa con Drag Me To Hell.

Pierpaolo Festa