The Next Three Days

TRAMA
The Next Three Days - Poster

Lisa e Julien sono sposati e vivono una vita felice insieme a loro figlio. Ma la loro vita cambia improvvisamente quando una mattina la polizia bussa alla porta e arresta lisa per omicidio. La donna viene condannata a 20 anni di prigione. Convinto dell'innocenza della moglie, Julien decide di farla evadere...

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Next Three Days
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Medusa
DURATA
122 min.
USCITA CINEMA
08/04/2011
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2011
RECENSIONE

Nel giro di pochi anni Paul Haggis è salito a bordo di quel treno espresso che lo ha portato direttamente sulle vette di Hollywood, facendogli vincere l'Oscar (rubato a “Brokeback Mountain” per il sopravvalutato – e a tratti insopportabile – “Crash”), facendolo lavorare insieme al Maestro Eastwood in “Million Dollar Baby” e “Flags of Our Fathers” e, naturalmente, dandogli la possibilità di resuscitare James Bond, da tempo fuori forma e tornato a splendere in “Casino Royale”.

Con “The Next Three Days”, il regista e sceneggiatore preferisce giocare sul sicuro invece che buttarsi su un progetto originale. Haggis tenta di spolverare la sceneggiatura del film francese “Pour Elle” (da noi distribuito direttamente in DVD con il bizzarro titolo inglese “Anything for Her”, 01 Distribution), un copione che, a dire la verità, di polvere ne aveva ben poca, dato che si tratta di un film del 2008. In questo suo lavoro/fotocopia, Haggis si limita a cambiare setting – l'azione si sposta da Parigi a Pittsburgh – e ad affidare i ruoli dei protagonisti a star del calibro di Russell Crowe ed Elizabeth Banks.

Se nel film francese la storia del padre di famiglia onesto, guidato dalla disperazione nei meandri oscuri del crimine per mettere su un piano che faccia evadere la moglie di prigione, era pregna di tensione e riusciva immediatamente a catturare lo spettatore, nel remake a stelle e strisce quella stessa tensione si abbassa rasentando il suolo. E nemmeno le star riescono a farla rialzare: Crowe, sempre più bolso, non regge il confronto con Vincent Lindon, il cui lavoro sulla disperazione era totalmente efficace, mentre la Banks fa quel che può, mettendosi nuovamente alla prova in un ruolo serio.

Sbagliate anche alcune scelte di Haggis sul copione: dall'ammorbidimento del rapporto tra il protagonista e la sua famiglia (uno dei temi più interessanti dell'originale), all'utilizzo del personaggio interpretato da Olivia Wilde, che nella pellicola francese aveva una singola ma potentissima sequenza rivelatrice. Come sempre, invece, è un piacere ritrovare Liam Neeson in scena: col suo cameo nei panni di un esperto dell'evasione che istruisce il protagonista, il grande attore ci regala la sequenza migliore del film.
Resta il fatto che Haggis poteva certamente puntare a qualcosa in più in questa trasposizione americana della storia di un uomo perbene costretto a sporcarsi l'anima nel nome dell'amore, ma tutto quello che riesce a fare è tentare di aumentare“l'azione spettacolare” nel pre-finale. Il risultato è un film dal look televisivo e mai memorabile.

Vale dunque la regola principale sui remake: si spera che lo spettatore vada a recuperare la pellicola originale, ottimo thriller grondante di tensione.

di Pierpaolo Festa