The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo

TRAMA
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L'ex agente dei servizi segreti Jason Bourne, rimasto solo dopo la morte della compagna Marie, è chiamato ancora una volta a confrontarsi con i suoi ex-colleghi e a combattere con i demoni del suo passato... Fuggito a Parigi, si ritrova a spostarsi da Londra a Madrid sulle tracce dei segreti legati all'Operazione Blackbriar.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Bourne Ultimatum
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
SITO UFFICIALE
DISTRIBUZIONE
Universal Pictures Italia
DURATA
120 min.
USCITA CINEMA
02/11/2007
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2007
RECENSIONE
Le uniche cose che Jason Bourne (Matt Damon) vuole È essere dimenticato, ed al contrario ricordare il suo passato. Per l'agenzia questo non sembra possibile, e cosÌ la spia si trova di nuovo a doversi difendere dal tentativo di incastrarlo in qualche complotto segreto. A cercare di capire cosa sta succedendo ritroviamo Pamela Landy (Joan Allen), che torna sulle tracce dell'uomo in seguito all'assassinio del giornalista Simon Ross (Paddy Considine), che si era messo in contatto con lui perchÉ in possesso di informazioni segrete. Ma questa volta Bourne ha deciso di non scappare piÙ, e tornerÀ a combattere per la sua vita proprio nei luoghi da cui tutto È partito…



Questo stupendo terzo capitolo delle avventure della spia scaturita dalla penna di Robert Ludlum sancisce definitivamente un fatto: la trilogia dedicata a Jason Bourne rappresenta il momento migliore che il cinema d'azione hollywoodiano ha prodotto da molti anni a questa parte; ed allo stesso tempo si mostra anche come qualcosa di molto originale e coraggioso, perchÉ lo scarto estetico che si È avuto nel passaggio dal primo al secondo episodio – Doug Liman ha lasciato il timone della regia al britannico Paul Greengrass – È davvero notevole. Da un'idea di messa in scena molto elegante e dotata di improvvisavi ed avvincenti cambi di ritmo si È passati con “The Bourne Supremacy” (id., 2004) ad un film che aveva un'impronta completamente diversa: l'uso insistente della macchina a mano, un montaggio molto frammentato che accentuava al frammentarietÀ dell'azione; Greengrass ha apportato queste variazioni, proprie di tutto il suo cinema, e ci ha regalato una pellicola emozionante ed adrenalinica.



Ebbene, con questo terzo capitolo tale discorso si È addirittura radicalizzato, arrivando a raggiungere vette di straordinaria resa cinematografica. La storia È stata prosciugata fino al midollo, pur rimanendo perfettamente funzionale allo svolgersi dell'azione e comunque coerente e ben strutturata. A fare il resto una regia di stordente bellezza, che pur spingendo al massimo il pedale dell'acceleratore non esagera mai in variazioni “trombone” delle scene piÙ spettacolari. E poi c'È il cast, a partire da un Matt Damon che ormai si È immerso con tale efficacia nel personaggio di Bourne da riuscire a mostrarne le sfaccettature psicologiche con il solo sguardo. E dil gruppo di comprimari È come sempre di primissimo ordine: confermata la bravissima Joan Allen, i nuovi entrati sono nomi del calibro di David Strathairn, Albert Finney, Scott Glenn e Paddy Considine. Cosa chiedere di piÙ?



Un consiglio a chiunque ami vedere del buon cinema: non perdetevi “The Bourne Ultimatum”, un film che non solo ci riconcilia con l'action hollywoodiano, ma che ci conferma ancora una volta come anche il cinema commerciale, quando ideato e realizzato con coerenza d un'idea precisa, puÒ diventare un momento di cinema difficile da dimenticare.