Smetto quando voglio - Ad Honorem

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TRAMA
Smetto quando voglio - Ad Honorem

“Sopox è la formula del gas nervino. Ecco a cosa gli serviva un cromatografo. Sto pazzo si è messo a sintetizzare del gas nervino”. Inizia così il capitolo finale della saga di Smetto Quando Voglio. Pietro Zinni (Edoardo Leo) è in carcere e con lui tutta la banda. Ma non possono rimanerci a lungo perché in giro c’è Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio) che è pronto a fare una strage e solo le migliori menti in circolazione possono fermarlo. Ma chi è Walter Mercurio? Cosa nasconde? Qual è il suo piano? La Banda si riunisce per l’ultima volta per affrontare il cattivo più cattivo di sempre. Ma non possono farcela da soli, stavolta avranno bisogno dell’aiuto del nemico storico, Murena (Neri Marcorè). Con lui dovranno evadere da Rebibbia per anticipare le mosse di Mercurio, cercando di capire come neutralizzare l’attacco che sta mettendo in piedi, un evento a cui parteciperanno centinaia di persone.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Smetto quando voglio - Ad Honorem
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
96 min.
USCITA CINEMA
30/11/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Alessia Laudati
 
Il 31% dei lavoratori degli Enti pubblici di ricerca del nostro Paese è precario. Di fronte a questi dati raccontati da Repubblica e relativi al 2016, cosa fa il cinema di Smetto quando voglio 3? Usa il tema 'precarietà' per costruire una storia universale che non è altro che l'interrogazione su quale sia il posto dell'odio provato oggi da una generazione che legittimamente detesta chi l'ha impoverita e bistrattata. E come nei grandi conflitti etici tipici dei fumetti, i protagonisti-eroi di SQV devono decidere da che parte stare. Se appunto militare nell'odio perpetuo per la classe dirigente, sentimento che nel film porta alla vendetta e allo stragismo, o se comportarsi da supereroi che dimenticano l'appeal del Male in nome della salvaguardia delle generazioni successive o della sopravvivenza personale.
 
Qui però non abbiamo gli X-Men che devono scegliere se punire chi li ha disprezzati per il loro essere freak, ma un esercito di precari frustrati e violati che forse rifiuteranno la violenza contro gli innocenti nonostante l’espropriazione di soldi, risorse e dignità. Il film azzarda quindi una domanda fondamentale del nostro tempo: fino a che punto l’odio e la frustrazione possono tenere i ‘giusti’, le vittime, i lavoratori oppressi, dal lato del Bene? Il sopruso vissuto sulla propria pelle legittima il sangue sparso in un ipotetico futuro?
 
E inoltre, cosa può fare alla fine questa generazione di tanto rancore e di fronte alla possibilità di vendicarsi violentemente? Insomma, bisogna essere a un certo punto, e pur se cresciuti nello stesso ambiente avvelenato e vituperato del criminale Walter Mercurio (Lo Cascio), banditi, o campioni? Girardengo o Sante, come cantava De Gregori in una celebre canzone, Magneto o Professor X? La banda di narco-produttori e narcotrafficanti, Edoardo Leo, Libero De Rienzo, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Lorenzo Lavia, Giampaolo Morelli e anche Neri Marcorè, è quindi messa davanti al conflitto finale.
 
Francamente in un paese dove gli slogan della politica cavalcano l'odio piuttosto che gestirlo, con l'impressione che l'intera questione gli stia sfuggendo davvero di mano, la lotta interiore di SQV 3 è molto attuale, riflessiva, matura, divertente, non solo rispetto al proprio universo narrativo ma soprattutto in virtù del materiale sociale ed extra-narrativo a cui allude con intelligenza. L'universalità del resto è il principio cardine delle grandi storie. E con Smetto quando voglio Ad Honorem anche noi italiani abbiamo la nostra epica.